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Rita Dalla Chiesa, la confessione: "Ho vissuto 30 anni in caserma, ecco che cosa ho imparato"

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Rita DaIla Chiesa ha legato la sua immagine al programma Mediaset Forum di cui è stata padrona di casa fino al 2013.  Attualmente sta presentando il terzo libro da lei scritto Il mio valzer con papà, edito da Rai libri, in occasione del centesimo anniversario dalla nascita del genitore, il Generale Carlo Alberto DaIla Chiesa, ucciso dalla mafia il 3 settembre 1982. Aveva solo 61 anni essendo nato il 27 settembre del 1920. "Il mio valzer con papà è un omaggio anche all'Arma dei Carabinieri verso la quale nutro una stima infinita. Io sono vissuta nella Caserme, gli appartamenti li ho conosciuti successivamente, in un'altra fase della mia esistenza. Oltre mio padre, ho avuto due nonni generali dell'Arma ed il padre di mia figlia Giulia è un ufficiale dei Carabinieri. Ho vissuto circa 30 anni nelle Caserme e ho incamerato l'amore che si porta alla divisa ed al proprio lavoro. Quando mi sono separata ho voluto dare un taglio netto anche perché essere figlia di un Carabiniere è diverso dall'essere moglie".

 

 

La Dalla Chiesa, in una intervista al Tempo, rivela anche gli ultimi ricordi che ha del padre: "L'ultima volta che l'ho visto era nell'estate del 1982, nei pressi di Avellino. Io andavo via in auto e lui mi salutava con il braccio alzato ed il suo sorriso indimenticabile. Lo guardavo dallo specchietto della macchina fino a quando la sua sagoma non è scomparsa. Dopo la sua morte ho tolto lo specchietto dal suo posto e l'ho conservato gelosamente perché mi ha rimandato l'ultima immagine di lui. Nel libro attraverso i miei ricordi, parlo di terrorismo, di lotta armata, degli anni bui di fine anni Settanta. Ho voluto ricordare mio padre vincente sulle Brigate Rosse. Dopo la nomina a generale di brigata a Torino dal 1973 al 1977, fu protagonista assoluto della lotta contro le Brigate Rosse. Fu sua la proposta di creare il Nucleo Speciale Antiterrorismo. Avrebbe potuto fare lo stesso con la mafia quando fu nominato prefetto di Palermo. Purtroppo me lo hanno portato via troppo presto", conclude la conduttrice.

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