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Otto e Mezzo, delirio-Michela Murgia sul ddl Zan: "Se uno viene pestato?". Per lei chi dice "no" vuole nascondere le violenze

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Nel salottino di Lilli Gruber a Otto e Mezzo, nella puntata in onda su La7 mercoledì 23 giugno, tiene banco il ddl Zan. Il tutto al termine della giornata in cui in Parlamento, dopo l'intervento del Vaticano contro il disegno di legge, Mario Draghi ha ribadito la laicità dello Stato aggiungendo però che toccherà alle aule decidere sul testo in questione. Insomma, da parte del premier non sembra esserci la volontà di tirare dritto su un provvedimento troppo divisivo per la sua maggioranza.

 

Ed ecco che in studio dalla Gruber campeggia Michela Murgia, la scrittrice rossa e fierissima sostenitrice del ddl Zan, la quale argomenta: "Il termine è nella natura della legge, che istituisce quella omofobica e transfobica, oltre che quella verso i disabili e le donne, come una discriminazione. Quello che non si vuole che venga scritto nero su bianco è che queste categorie subiscono una discriminazione", la spara. "Se uno viene picchiato per strada, si dice che viene picchiato da un balordo e non perché omosessuale o in quanto donna. Nel momento in cui si nega il fenomeno, non si vuole una legge che il fenomeno lo certifica. Quando dicono che vogliono modificare il testo, significa che vuole fermare il testo", sentenzia la Murgia. Insomma, secondo lei l'obiettivo di chi è contrario al ddl Zan è imboscare violenze e discriminazioni. Non, semmai, tutelare la libertà d'espressione che in alcune circostanze sembra essere seriamente minacciata.

 

La Murgia, per inciso, si è distinta nelle ultime ore anche per un'intervento su La Stampa, in cui ha messo nero su bianco come, a suo giudizio, la contrarietà del Vaticano al ddl Zan sarebbe dovuta alla paura di "dover insegnare il rispetto delle persone nelle scuole paritarie". Frasi che danno la cifra del personaggio in questione...

 

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