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Bucha, Massimo Cacciari: "Di questo non parlo", una inquietante risposta sui deliri di Carlo Freccero. Forse...

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Forse un po' di imbarazzo Massimo Cacciari lo prova. I suoi compagni di viaggio di DuPre, il comitato Dubbio e Precauzione fondato da accademici e intellettuali contrari al Green pass (e qualcuno anche in odore di negazionismo Covid), hanno ormai ormai spostato armi e bagagli dialettici sul tema della guerra in Ucraina. Complottisti e controcorrente prima, complottisti e controcorrente oggi. 

 

 

 

 

Nelle ultime ore ha fatto il giro del mondo il parallelo di Carlo Freccero tra la fiction e le bombe all'ospedale di Mariupol, caso di scuola perfetto. Sbeffeggiato e insultato in Rete, l'ex direttore di Rai2 minaccia ora di denunciare tutti, spiega Tommaso Labate sul Corriere della Sera. "Esiste - spiega il diretto interessato - un materiale prodotto ad hoc a scopo propagandistico di cui conosciamo l'esistenza, ne è un buon esempio il bombardamento all'ospedale pediatrico con l'influencer incinta, successivamente dichiarata morta e ricomparsa poco dopo, in un'altra storia. Ma già nelle altre guerre avevamo precedenti di ogni tipo, dai falsi salvataggi dei caschi bianchi in Siria ai filmati dell'Isis girati in studio...". Nella guerra anche la propaganda ha un'importanza cruciale, ma i sospetti di Freccero sembrano essere talmente clamorosi da mandare in tilt gli altri fondatori di DuPre.

 

 



"Scusi, di questa cosa non parlo, la saluto", taglia corto Cacciari con Labate. Era stato proprio il filosofo a invitare i colleghi di lotta a "misurare le parole". E anche il professor Giuseppe Mastruzzo, moderatore del convegno di sabato, prende le distanze: "Sono d'accordo con quasi tutte le cose che dice Carlo ma non con questa. Non possiamo negare o sminuire la sofferenza altrui...". Insomma, un conto è parlare di dittatura sanitaria, costituzione, ristoranti chiusi. Un altro è parlare di sangue, bombe, devastazione fisica e non spirituale. Carne viva, insomma, letteralmente.

"Propaganda. Pro-pa-gan-da, vecchio mio. La fiction di Zelensky attore che cosa fa? Me lo dica lei, che cosa fa?", incalza Freccero. "Si muta in realtà, la realtà prende la forma della fiction, che a sua volta ha assunto le sembianze di una realtà che non sappiamo se è realtà o post-realtà. La7 lunedì (stasera, ndr ) la manda in onda e il corto circuito eccolo!". Tutto si tiene. D'altronde, secondo il professor Ugo Mattei, "ci sono elementi di continuità tra la gestione della pandemia in Occidente e la guerra della Nato". Et voilà.

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