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Massimo Cacciari, "più di tutti Luigi Di Maio": la rivelazione sulla crisi di governo

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A discussione in corso Massimo Cacciari riporta governo e premier con i piedi per terra: "Non c'è più l'unità nazionale che c'era prima. Non c'è più la maggioranza che c'era prima". Lo strappo del Movimento 5 Stelle, le dimissioni di Mario Draghi e le dure parole del leghista Massimiliano Romeo in Senato fanno pensare all'ex sindaco di Venezia che per l'esecutivo sia finita. 

 

 

"Conte - spiega all'Adnkronos - è fuori dalla maggioranza, è evidente, e l'appello generico al Movimento 5 Stelle non capisco che valore possa avere: o quello di chiedere una andata a Canossa incredibile da parte di Conte oppure è chiaro che può contare solo sull'appoggio di Di Maio". In ogni caso per il filosofo la palla passa al presidente del Consiglio, perché "se Draghi vuole andarsene, allora fa leva sulla impossibilità di ricostituzione dei 5 Stelle, e se ha messo sullo stesso piano la Lega e il Movimento 5 Stelle è una mossa molto azzardata: la Lega è ben distinta dalla posizione di Conte, fa un po' di casini ma del tutto marginali".

 

 

Diverso discorso invece se Sergio Mattarella, presidente della Repubblica, riuscirà a convincerlo a rimanere: in quel caso allora "userà toni molto duri ma poi alla fine rimarrà al suo posto. Il patto nessuno lo ha messo in discussione in quanto tale. Non ci può essere unità, non esiste più, se lui continua a richiamarsi a quella unità è chiaro che vuole andare via. Bisogna vedere se queste pressioni di Draghi sono intese come modo di dire e dopo la sceneggiata si procederà". Eppure, nonostante il silenzio di questi giorni di crisi, c'è un altro personaggio da non sottovalutare. Si tratta di Luigi Di Maio, che con la scissione ha innescato una serie di tumulti all'interno del Movimento. Per Cacciari "Di Maio è l'ultra governativo, il 'Draghi o morte' e la sua speranza è quella di presentarsi in futuro come una forza di centro assolutamente governativa in continuità con Draghi, è l'unica possibilità che ha di sfangare qualche voto. È il pilastro del Governo più di qualsiasi altra sua componente".

 

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