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Venezia, la preside pro-gender? Toh che caso: militante del Pd

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Se è vero che due indizi sono una coincidenza e tre indizi fanno una prova, come sosteneva Agatha Christie, beh allora il Partito democratico ha un problema: quello delle dirigenti scolastiche che pensano possano fare politica utilizzando il ruolo da educatrici. Pare infatti che la vicenda del liceo veneto nel quale è stato introdotto il protocollo delle carriere alias abbia come protagonista un'altra militante del Pd. Dopo Annalisa Savino, la preside che a Firenze aveva scritto una lettera sul fascismo e che nel 2009 era iscritta alle liste Pd toscane; dopo Maria Grazia Decarolis, la dirigente scolastica (e consigliere comunale vicina a un sindaco di centrosinistra) che a Milano aveva detto no all'intervento a scuola dell'eurodeputata leghista Isabella Tovaglieri, eccone un'altra: Maria Rosaria Cesari, l'irremovibile preside di un liceo di Venezia che difende a spada tratta le carriere alias nelle scuole, il protocollo che permette di modificare il nome anagrafico a chi non si riconosce nel genere assegnato alla nascita e di utilizzarlo in classe, nel registro elettronico, negli elenchi e in tutti i documenti interni alla scuola aventi valore non ufficiale. 

 


Ebbene, Marco Leardi del Giornale, ha scoperto la passata vicinanza della professoressa ai dem. Sul portale istituzionale "Eligendo", al riguardo, il nome di Maria Rosaria Cesari appare abbinato al simbolo del partito dem nelle provinciali del 2009, nel collegio di Cutrofiano (Lecce). A meno di un clamoroso caso di omonimia, puntualizza Leardi, sembra proprio che a correre per il Partito Democratico quell'anno fosse la futura preside, che a Cutrofiano avrebbe poi proseguito il proprio impegno politico all'interno di una lista civica, arrivando anche a ricoprire - in tempi più recenti - l'incarico di assessore e di vicesindaco

 

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