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Patrick Zaki contro Israele perché "ha l'ansia": la teoria di Repubblica

Patrick Zaki

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"Zaki in ansia per Gaza attacca Netanyahu: 'Serial killer'", titola bonariamente La Repubblica un articolo che riporta la notizia che lo studente egiziano - graziato da Al Sisi dopo l'intercessione del governo di Giorgia Meloni e tornato in Italia - sta compulsivamente attaccando sui social Israele. "Il ministro della Difesa israeliano annuncia il taglio delle forniture di cibo, acqua, elettricità e carburante a Gaza (Israele controlla tutto dentro e fuori l’enclave). Yoav Gallant definisce gli abitanti di Gaza ’animali umani'", scrive Patrick Zaki in un post pubblicato sul suo profilo Twitter, dove da tre giorni ormai sta commentando la guerra tra Hamas e Israele. In un post precedente, che risale al 7 ottobre, Zaki, riferendosi alle parole di Netanyahu che esortava i civili ad andarsene da Gaza, definiva il premier israeliano un "serial killer". "Quando un serial killer cerca di convincere la comunità internazionale che rispetta le convenzioni internazionali, per legalizzare l’uccisione di civili". Ma per La Repubblica è solo "ansia", al pari dell'eco-ansia di cui soffrono gli attivisti gretini. 

 

 

Non la pensa così il ministro dell'istruzione Giuseppe Valditara. Ieri si è infiammata la polemica a seguito di alcuni post che "esaltano" Hamas da parte di alcuni collettivi studenteschi di Milano. Ai quali sono seguite le durissime parole di Valditara, che peraltro era a Milano per un tour in alcuni istituti che ha toccato anche la Scuola della Comunità Ebraica di via Sally Mayer. Tutto nasce da delle storie pubblicate su Instagram da parte di alcuni collettivi: secondo quanto denunciato dalla Comunità ebraica di Milano, sarebbero stati la Kurva Manzoni Antifa, gruppo sportivo del Liceo Manzoni, e il Collettivo A112 dell’Educandato Statale Setti Carraro. Nel primo caso il collettivo del Manzoni ha condiviso su Instagram una foto di palestinesi esultanti per l’aggressione, con scritto "quant’è bello quando brucia Tel Aviv". Nel secondo caso, il Collettivo A112 ha postato una storia con scritto "La Palestina vive! La resistenza vive!", citando gruppo dei Giovani Palestinesi d’Italia.

 

 

Il ministro ha dunque annunciato "ispezioni in alcune scuole per verificare se effettivamente sono stati tenuti atteggiamenti antisemiti e di esaltazione dell’azione di Hamas. Se appurati, saranno denunciati alla Procura della Repubblica". "Chiederò anche alla procura della Repubblica di avviare delle indagini e perseguire i responsabili di eventuali azioni di incitamento all’odio razziale", ha aggiunto: "Sono rimasto scioccato dalle notizie che ho appreso, ho chiesto alla responsabile dell’ufficio scolastico regionale di disporre l’ispezione interna in quelle scuole dove sarebbero avvenuti i fatti di incitazione all’odio razziale", ha ribadito.  

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