L’oscuro Antonio Scurati per un giorno s’è lievemente illuminato. L’outfit da cerimonia prevede la giacca nera, su cravatta nera, su camicia nera (roba da far venire un colpo apoplettico a Luca Bottura che aveva evocato, con furia daltonica, la «nazistificazione» degli atleti della Nazionale citando maglie nere che in realtà erano blu di Prussia...). E lo sguardo è quello di tenebra, odi chi è sempre in ritardo con le cartelle esattoriali.
Quando Antonio Scurati riceve l’onorificenza di Cavaliere delle Arti e delle Lettere con «emozione e fierezza» a Parigi, dal governo di Macron; bè, in quel preciso istante, vi è, in lui, solo l’abbozzo d’un sorriso. È l’unica lama di luce nel buio del futuro fascistissimo che ovviamente sta avvolgendo l’Europa.
Macron, l'ultimo sfregio a Meloni: premia Antonio Scurati all'Eliseo
Antonio Scurati è stato nominato dal ministro della Cultura francese Rachida Dati, Cavaliere delle Arti e delle L...Scurati, infatti, citando il solito “M” il libro su Mussolini che ha fatto la sua fortuna, ringrazia e puntualizza: «Le differenze rispetto a cento anni fa sono molte e profonde. Eppure oggi si è levato nuovamente quello stesso vento reazionario che soffia sulla paura del popolo, sulle sue passioni tristi, sul risentimento nei confronti del sistema, sul rancore, sul senso di delusione e di tradimento dei ceti medi impoveriti, sui cittadini spaventati da mutamenti epocali, schiacciati dalla inestricabile complessità di un mondo grande e terribile, angosciati da guerre, catastrofi naturali, pandemie, traditi dalle mancate promesse della storia» (...)
Registrati gratuitamente qui e leggi l'articolo integrale di Francesco Specchia