C'era anche Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, all'apertura della campagna referendaria per il "No" al referendum della Giustizia. Il giornalista di Rai 3 era seduto nei posti d'onore con politici del calibro di Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, oltre a Maurizio Landini. Una partecipazione che non è certo passata inosservata dalle parti di Unirai-Figec Cisal che prendono sì "atto con interesse del comunicato sindacale Usigrai diffuso nella giornata di ieri, nel quale si esprimono forti preoccupazioni in merito alla gestione dell'informazione Rai in vista del prossimo referendum sulla giustizia e alla mancanza di organismi di vigilanza parlamentare", ma - "alla luce delle immagini, dei video e delle fotografie diffuse da agenzie di stampa, quotidiani nazionali e bacheche social di forze politiche, che ritraggono un vicedirettore Rai e conduttore di punta partecipare pubblicamente a un'iniziativa politico-referendaria schierata per il 'No' - si chiede se le preoccupazioni espresse da Usigrai riguardino anche questo genere di esposizione".
Il timore, tra le altre cose, è all'"imparzialità, terzietà e credibilità del Servizio Pubblico" sul "fatto che dirigenti e volti noti della Rai, investiti di ruoli apicali e di forte riconoscibilità presso il pubblico, partecipino attivamente a campagne politiche e referendarie, assumendo posizioni esplicite su temi di rilevanza costituzionale".
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Unirai-Figec Cisal, nella nota, chiedono anche alla Rai "di chiarire se la partecipazione di un vicedirettore e conduttore all'iniziativa in questione sia avvenuta previa autorizzazione, e secondo quali criteri vengano valutate la compatibilità e l'opportunità di simili presenze pubbliche da parte di dirigenti Rai". Un caso che si va ad aggiungere a quello sul presunto dossieraggi Bellavia-Report.




