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Claudia Fusani fuori controllo su Askatasuna: "Non voglio vivere in uno Stato di polizia"

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martedì 3 febbraio 2026
Claudia Fusani fuori controllo su Askatasuna: "Non voglio vivere in uno Stato di polizia"

3' di lettura

"Quello che mi auguro è che si continui a vivere in uno Stato di diritto e non in uno Stato di polizia, con la certezza della pena, che sicuramente è una cosa necessaria": Claudia Fusani lo ha detto nello studio di Paolo Del Debbio a 4 di Sera su Rete 4. Poi, ha aggiunto: "Dunque, uno Stato di diritto e non uno Stato di polizia, dove non sia un rischio andare in giro, perché chiunque armato dallo Stato può sparare se vede un pericolo ed ha uno scudo penale... Io, ripeto, voglio vivere in uno Stato di diritto e non di polizia. E invece sento evocare misure di sicurezza che mi ricordano molto gli Stati Uniti di Trump. Stiamo copiando un modello che non mi piace per niente".

Riferendosi agli antagonisti pro-Askatasuna che si sono scontrati con le forze dell'ordine a Torino lo scorso 31 gennaio, la Fusani ha sottolineato: "Quelli sono delinquenti, devono pagare e stare in galera, ma non scimmiottiamo sistemi che non sono democratici". A dire la sua sul tema anche l'ex sindaco di Firenze Dario Nardella: "Noi pensiamo di mettere centinaia di persone con il fermo preventivo quando il problema, e io l'ho sempre detto, è la carenza mostruosa di agenti di polizia. Dal 2023 al 2030 meno 40mila agenti. E non ci venga a raccontare il governo che sono state fatte assunzioni. Perché sì, sono state fatte, con i soldi del governo precedente, ma non coprono neanche il numero degli agenti che vanno in pensione. Poi il coltello nelle scuole o in giro... Chiaro che i minori non devono andare con il coltello, ma non si fa niente per le nostre scuole che sono fatiscenti, per i nostri insegnanti che vengono lasciati a se stessi, per aiutare i sindaci a fare prevenzione sul disagio giovanile. Il rischio è che sulla pelle di questi agenti, di queste tragedie, si faccia propaganda politica come quella che fa Salvini, mentre la sicurezza va tutelata con cose concrete per tutti i cittadini".

A puntare il dito contro il governo anche Matteo Pucciarelli, firma di Repubblica, che in collegamento con il talk ha affermato: "Si dice che era tutto previsto, che era ovvio andasse a finire così... E allora però perché non si è prevenuto tutto questo? L'ordine pubblico sta in capo al ministero dell'Interno. C'è un governo che parla sempre di sicurezza e poi non riesce a garantire la sicurezza di manifestare di 20-30mila persone. Si sta criminalizzando delle persone che sono scese in piazza. Poi un'altra cosa: io sono contrario alla violenza sempre e quindi sono anche contrario alla violenza che hanno subìto alcuni manifestanti in quella manifestazione. Quelle immagini lì non si sono viste purtroppo per colpa di quei deficienti che hanno colpito quel poliziotto. Anche dei manifestanti sono stati colpiti selvaggiamente dalle forze dell'ordine".