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Valentina Persia gela la Berlinguer: "Una bara personale"

di Claudio Brigliadorivenerdì 20 febbraio 2026
Valentina Persia gela la Berlinguer: "Una bara personale"

2' di lettura

Non ci sono solo la politica interna, le crisi internazionali, le polemiche spicciole e i veleni tra opinionisti a tenere banco a È Sempre Cartabianca, il talk del martedì sera di Rete 4. Bianca Berlinguer decide di aprire l’ultima puntata all’insegna di due sfoghi molto personali e amarissimi. Si parte con il solito Mauro Corona, alpinista e scrittore, che a margine della sua tradizionale copertina ricorda i momenti più duri della sua infanzia e giovinezza. «Mia madre ci abbandonò che avevo 6 anni e mio fratello 5, l’altro fratello 4 mesi e l’abbiamo rivista che avevo 13 anni. Mio padre non accettava che noi figli potessimo fare qualcosa che a lui non era riuscita, anche solamente sorridere. Quando pubblicai il primo libro, Il volo della martora, ero tutto orgoglioso. Glielo portai e c'era aperto il caminetto col fuoco, lo buttò nel fuoco: “Non mi interessa, vai a lavorare - mi disse - che sei un fallito”. Cioè anche lui ha infierito su di me, pur io non avendo nessuna vittoria, solo sconfitte, lui non accettava nemmeno le mie sconfitte, perché erano le sue».

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Poi tocca a Valentina Persia, attrice, comica e cabarettista italiana rivelatasi con La sai l’ultima?La sua riflessione sulla violenza di genere è toccante e va oltre la retorica. «Sono una che si batte molto e credo che parlo per molte donne, mi avvalgo della facoltà di poterlo dire che siamo stufe di fare consumi costanti giornalieri di “cera in memoria di”... Si invita spesso in programmi televisivi le donne a denunciare e una volta che si fa questo io credo di poter dire che la denuncia segue poi quasi la misurazione di una bara personale, perché la denuncia poi incattivisce l’uomo ed è per questo motivo che molte donne ancora non riescono a denunciare, preferiscono vivere nel terrore e nel dolore».

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«Anche perché - aggiunge - poi spesso dopo la denuncia non succede niente. Anzi, l’uomo violento spesso si incattivisce. Ti rimandano a casa con l'uomo violento. Ti rimandano a casa laddove non ci sono segni. E quindi io porto sul palco la forza delle donne che, come me, hanno dovuto fare un percorso che viene ribattezzato con una frase che mi rappresenta molto che è ad augusta per angusta». Letteralmente: verso grandi cose attraverso passaggi stretti. Talmente stretti da sembrare impossibili.