Dopo Elio Germano, ecco che il comitato per il "No" al referendum arruola Ficarra e Picone. Il duo comico, in un video rilanciato anche da Magistratura democratica, spiega i motivi per cui votare contro la riforma della giustizia proposta da Carlo Nordio. "Noi, lo diciamo subito, siamo per il no e motiviamo. Intanto, come forse non tutti sanno, verranno cambiati sette articoli della Costituzione. Perché sono partiti per farne uno, poi invece gli è scappata la mano, ne hanno fatti sette. E perché erano lì, capito? Ci facciamo un aperitivo, cambiamo la Costituzione? Non è una riforma tanto per dire, ma è un riformone, sette articoli", è l'incipit.
L'Anpi supera il limite, esplode il caso prima del voto: "Se vince il Sì si realizza il disegno fascista"
L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) ha confermato la sua posizione netta: al referendum conf...Una seconda motivazione, hanno spiegato, "è che questi sette articoli vengono cambiati a colpi di maggioranza. Nel senso che è stata una riforma voluta e votata solo ed esclusivamente dalla maggioranza. Allora, in questi casi, quando ci sono delle leggi così importanti, sarebbe auspicabile se queste riforme fossero condivise dal maggior numero. Ci sentiremmo tutti più sereni. Come fu per i nostri padri costituenti, che salutiamo ovunque essi siano. I nostri padri costituenti si riunirono maggioranza e minoranza e quando erano d’accordo su una legge, quella entrava da parte della legge costituzionale che, ricordiamo, è il pilastro della nostra democrazia. Se cade il pilastro, poi cade tutta la democrazia".
Referendum, Bonaccini getta la maschera: "Serve che prevalga il no, una sconfitta per Meloni"
Il "no" al referendum non è un voto contro la riforma della Giustizia, ossia il tema sul quale sono chi...E la terza motivazione? Presto detto: "Secondo gli stessi riformatori, chiamiamoli così, questa riforma non inciderà nella vita dei cittadini e non migliorerà la giustizia. E non velocizza la giustizia. Quindi uno dice, ma perché lo fate? Forse hanno un interesse personale". Da qui la conclusione: "Mi raccomando, 22 e 23 marzo andate a votare e votate NO".




