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Roberta Bruzzone, choc nell chat: "Miserabile", "Lavastovigliologa", "In putrefazione"

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giovedì 19 marzo 2026
Roberta Bruzzone, choc nell chat: "Miserabile", "Lavastovigliologa", "In putrefazione"

2' di lettura

Elisabetta Sionis, psicologa forense e oggi giudice del tribunale dei minori, sarebbe una presunta vittima di stalking di gruppo. Stando a quanto sostiene la procura di Cagliari sarebbe stata oggetto di epiteti denigratori, offese, vessazioni e di un vero e proprio modus operandi per screditarla agli occhi dei social e del mondo per ben tre anni. Tra i nomi degli indagati spicca quello di Roberta Bruzzone, criminologa forense e volto popolare dei principali programmi crime e dei social. Tra le chat a cui partecipava la criminologa, la giudice sarebbe stata definita come una persona dalla "miserabile esistenza”, “da Tso”, “in putrefazione” o ancora “lavastovigliologa” o “alcoldipendente”.

E ancora: “Continua a sbavare sui nostri profili”, va “cacciata a pedate nel sedere” dai tribunali, o ancora a lei “le goccine e le overdose di botox non bastano più”, infine “una lestofante in meno”. Non solo la Bruzzone. Nelle trascrizioni delle chat contenute nell’hard disk dell’indagine ci sarebbero anche dialoghi con Monica Demma, Giovanni Langella e Marzia Mosca (nota sul web come “Santanico“), anch'essi indagati. 

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Stando a quanto riporta Repubblica, la vicenda deriverebbe da una telenovelas giudiziaria fatta di querele e controquerele. L'ultima proprio da parte della Bruzzone a Sionis che è stata archiviata il 23 giugno 2025. Ma non manca anche una condanna di primo grado che risale allo scorso 28 ottobre a carico di Lucio Lipari, presunto collaboratore della criminologa savonese, accusato di aver perseguitato Sionis. Proprio nella sentenza di condanna di Lipari ci sarebbe un riferimento alla Bruzzone.

Nei fatti definiti processualmente rilevanti si spiega infatti che Sionis “riferiva di essere vittima dal 2018 di atti persecutori agiti coralmente da un gruppo coeso che a suo dire si muoveva all’unisono su più siti online, nelle piattaforme facebookm youtubem nel motore di ricerca Google, nella piattaforma televisiva Witch Tv Amazon.(…)”. E ancora: "Il gruppo - prosegue la sentenza - si faceva chiamare “Bruzzone & co.” e prendeva il nome dalla sua leader, ossia Roberta Bruzzone, nota criminologa (..)".

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