Qualcuno aiuti Marco Travaglio. Dopo il parere della procura di Milano che ha sostanzialmente confermato la grazia a Nicole Minetti, l'inchiesta del Fatto è crollata del tutto. E così a Otto e Mezzo va in scena uno scontro durissimo tra il direttore del Fatto e Paolo Mieli. Travglio. Mieli non usa giri di parole: "Guarda, io non faccio mai nessun processo a nessuno, tantomeno a un altro giornalista, però andare avanti per partito preso non è un buon modo, hai capito? Ci deve essere una volta Marco Travaglio che riconosce che il risultato di una sentenza, e non è questo il caso, o di una decisione al Capo dello Stato ti dà torto e lo riconosci e fai il signore".
Travaglio ribatte: "Vorrei vedere te se avessi intervistato una persona con tutti i riscontri fatti prima di pubblicare l'intervista e ti sentissi dire da una che manco l'ha sentita e che ha l'insegna di procura generale di Milano che sei un falsario. Vorrei un po' vedere se faresti pippa o se risponderesti come stessa a questa signora". Mieli replica: "No, falsario non me lo prenderei, però lascerei passare un giorno, dai, e per un giorno direi questa cosa. Secondo me si fa a miglior figura, se una volta... ma ti è mai capitato una volta di dire questa cosa dà torto a una tesi che io sostenevo e ne prendo atto, punto".
Chiude Travaglio: "Se avevo torto sì, in questo caso io ho fatto il mio mestiere, ho pubblicato un'intervista a una persona reale con nome e cognome che la procura generale non ha voluto sentire perché contraddiceva quello che aveva deciso".




