Libero logo

Pif papà antifa

Di quale antifascismo parla? Quello di chi si oppose alla dittatura anche a prezzo della vita o quello dei manifestanti che devastano le città
di Lucia Espositomartedì 21 luglio 2026
Pif papà antifa

1' di lettura

Pif, che sta per Pierfrancesco Diliberto, nell’intervista a Vanity Fair potrebbe diventare l’acronimo di Papà Impegnato con Figlia. Quando il giornalista gli chiede che cosa fanno insieme, lui dice: «L’ho portata due-tre volte in via D’Amelio e tre volte a Capaci. Poi magari verso i 7 anni incomincerò a raccontarle, e poi più avanti, a 12, le farò vedere La mafia uccide solo d’estate. Un’altra cosa che vorrei è farle frequentare molto il mondo della disabilità (...).

Poi lo so, arriverà un momento in cui sarò imbarazzante, insopportabile, quindi devo approfittare ora». Tutto giusto e vero: arriva un momento – sempre troppo presto – in cui i figli fanno quel che vogliono. E, pensando alla peggiore delle sorti che potrebbe toccargli, chiosa: «Se mi dicesse “non sono antifascista”, penserei di aver sbagliato qualcosa». Di quale antifascismo parla? Quello di chi si oppose alla dittatura anche a prezzo della vita o quello dei manifestanti che devastano le città, degli intolleranti, degli escludenti, di quelli che se non la pensi come loro non hai diritto di parola? La piccola ha 5 anni, le auguriamo che, da sola, crescendo, capisca cosa sono stati il fascismo e l’antifascismo nella storia e chi sono i veri (anti)fascisti oggi.