Al ranch “Gin Tonic” di Punta del Este non ci sarebbero stati festini hard con escort. È quanto afferma oggi, in modo definitivo e formale, Graciela Mabel De Los Santos, la massaggiatrice uruguaiana che era diventata la testimone chiave delle inchieste del Fatto Quotidiano sul caso Nicole Minetti.Il 29 maggio Graciela ha sottoscritto davanti a un notaio a Maldonado una dichiarazione giurata di quattro pagine, inviata il 5 giugno alla Procura di Milano tramite Interpol. Nel documento smentisce radicalmente le accuse: nega di aver mai visto Nicole Minetti coinvolta nel reperimento o nell’organizzazione di prostitute, afferma di non aver avuto alcun rapporto con lei e sostiene che le sue precedenti dichiarazioni sono state distorte e manipolate dai media, anche per problemi di lingua e traduzione.
La retromarcia arriva dopo settimane di versioni altalenanti (compresa l’intervista a Sin Piedad) e soprattutto dopo che la Procura Generale di Milano, il 3 giugno, aveva già espresso parere favorevole alla grazia concessa a Minetti da Mattarella a febbraio. La donna doveva scontare ancora 3 anni e 11 mesi per favoreggiamento della prostituzione e peculato.Gli accertamenti della Procura, supportati da Interpol e Carabinieri, non avevano trovato riscontri alle accuse.
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Irritato no, perché a 84 anni, con tutte quelle che ha visto, per irritare Sergio Mattarella ci vuole altro. Dete...La dichiarazione notarile di Graciela, come sottolinea ilDubbio rappresenta ora la “pietra tombale” sul caso.Sul fronte giudiziario, gli avvocati di Minetti e Giuseppe Cipriani hanno annunciato una richiesta di risarcimento da 250 milioni di euro contro Il Fatto Quotidiano, Report e CartaBianca, accusandoli di gogna mediatica che avrebbe danneggiato anche il figlio minore della coppia, gravemente malato.




