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Lavitola-Tavares, le indiscrezioni: quando erano in cella a Rebibbia…

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mercoledì 15 luglio 2026
Lavitola-Tavares, le indiscrezioni: quando erano in cella a Rebibbia…

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Quando nasce il rapporto tra Valter Lavitola e Gomes Clesio Tavares? Secondo la ricostruzione di Repubblica, tutto ebbe inizio nel penitenziario a nord di Napoli, nel 2025. Lì quello che viene indicato dagli inquirenti come la mente della "strage aggravata dal metodo mafioso" conobbe l'uomo che un decennio dopo avrà il compito di trovare chi materialmente piazzerà l'esplosivo sotto l'auto del conduttore di Report. Fuori dal carcere, il rapporto si trasforma in amicizia. E, ancora, nel canale attraverso il quale prende forma il commando che il 16 ottobre entrerà in azione.

Ma Tavares non è un reclutatore qualsiasi: si muove nell'orbita del clan Russo, l'organizzazione criminale che da anni esercita la sua influenza tra Nola e Avella. Proprio l'area dove vengono arruolati gli uomini destinati a piazzare la bomba che ha distrutto le auto della famiglia Ranucci, divelto il cancello della loro casa di Campo Ascolano, a Pomezia. Lì il gruppo è stato costituito. 

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Al momento, però, il solo nome al centro della scena resta quello di Valter Lavitola. È lì che i carabinieri del Nucleo investigativo di via In Selci continuano a cercare la chiave dell'attentato e, soprattutto, il movente. E intanto il pm Edoardo De Santis sta ancora cercando di sentire gli indagati, che però hanno scelto la via del silenzio. Ma forse, dopo aver compreso che i carabinieri hanno ricostruito ogni loro mossa, potrebbero cambiare idea. 

Discorso diverso per Marika De Filippis. L'unica donna del gruppo, adesso ai domiciliari, si è ancora avvalsa della facoltà di non rispondere. Oggi, nel carcere di Rebibbia, è previsto l'interrogatorio di Pellegrino D'Avino, Saverio Mutone e Antonio Passariello. Tre pregiudicati di basso conio finiti in un intrigo decisamente più complesso del loro curriculum criminale. Poi c'è il capitolo interviste. Altri elementi potrebbero arrivare dai supporti informatici sequestrati agli indagati. Compreso Lavitola. Chi indaga, infatti, sta acquisendo le interviste che tutti i protagonisti di questa storia hanno rilasciato. L'ipotesi degli investigatori è che qualcuno abbia utilizzato quelle interviste per far passare messaggi in codice. Secondo loro, in quei file si potrebbe nascondere un altro pezzo della storia.

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