I social network non cambierebbero soltanto il modo di informarsi e comunicare, ma anche quello di percepire le emozioni. È la riflessione dello psichiatra e sociologo Paolo Crepet, che ha individuato nello "scroll" continuo di smartphone e tablet uno dei meccanismi capaci, a suo avviso, di favorire la costruzione dell’indifferenza.
Intervenendo a Dedalo 2026, a Parma, Crepet ha spiegato che l’indifferenza non nasce improvvisamente: "L’indifferenza non nasce così, perché uno si sveglia la mattina ed è indifferente". Secondo lo psichiatra, una parte del processo passa proprio dai social, dove immagini e video completamente diversi vengono proposti uno dopo l’altro senza soluzione di continuità.
Il riferimento principale è a piattaforme come TikTok: "Non stai mai fermo su una cosa", ha osservato Crepet. Dietro questo meccanismo, secondo lui, ci sarebbe un sistema di gratificazione legato alla dopamina: "Dietro allo scroll c’è un meccanismo studiato che è dopaminergico, cioè è ciò che fa funzionare il cervello in termini di bisogno e quindi di dipendenza, come l’eroina, paro paro".
A preoccupare è soprattutto la velocità con cui si passa da contenuti leggeri a immagini drammatiche. Crepet cita l’esempio di un gol di Ronaldo seguito dalla morte di un vigile, poi dalla guerra a Gaza e dalla politica americana.
Il risultato, secondo lo psichiatra, è un progressivo appiattimento emotivo: "Tu passi da immagini totalmente diverse nei contenuti e alla fine non percepisci più la differenza emotiva che ti dà una foto".




