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Luciana Littizzetto, l'attacco a Vespa e La Russa: "Sai dove puoi infilarti il tono paternalistico?"

lunedì 2 novembre 2026
Luciana Littizzetto, l'attacco a Vespa e La Russa: "Sai dove puoi infilarti il tono paternalistico?"

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Luciana Littizzetto insulta Bruno Vespa e Ignazio La Russa. E lo fa durante il suo monologo a Che Tempo Che Fa. Al centro, questo è il pretesto, la supponenza del "maschio boomerone". Senza mai fare nomi, la comica torinese ha preso le difese della giovane Sabrina Brizzola scagliandosi contro il conduttore di Porta a Porta.

Mai esplicitato il nome di battesimo ma il riferimento è stato chiarissimo. La comica, infatti, ha lanciato stoccate inequivocabili a chi trasforma i confronti in esami di maturità per spiegare il mondo alle donne. Il graffiante intervento si è concluso con un potente omaggio a Michela Murgia, ricordando l'importanza di spezzare le catene del sessismo e non stare mai zitte.

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"Tu che ti avvicini e mi dici 'adesso ti spiego' o 'forse non hai capito' sai dove puoi infilarti il tono paternalistico di chi vuole spiegarti il mondo? Ecco, allora sei intelligente. Partiamo dalle basi: il problema non è chi spiega perché sa di più, ma quel tono di esperto della vita con cui vi hanno accordato le corde vocali da Adamo in poi. [...]". Poi la stoccata, questa volta implicita, a Vespa - 82 anni - dopo l'episodio avvenuto di recente con la studentessa: “Una donna di 24 anni può dire una cosa sbagliata, certo, anche una di 60. Anche un uomo di 82, pensa. La ca***ta è democratica però se sbaglia un dato correggi il dato, non trasformare lo studio in un esame di maturità con il presidente di commissione".

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E ancora: "Perché il patriarcato non è solo comandarci in una stanza ma è l'arroganza di spiegarci persino com'è fatta la stanza e la supponenza di volerci spiegare meglio una cosa come se non l'avessimo capita mentre invece l'abbiamo capita benissimo ma non siamo d'accordo". Ma gli attacchi non si limitano a Vespa e prendono di mira anche il presidente del Senato. Il motivo? Il botta e risposta con la storica Michela Ponzani, definita da La Russa ‘signora’. "Non chiamarmi 'signora' o 'signorina' perché ha ragione la Bertè 'non sono una signora'. Se indosso il camice, sono una dottoressa. Se indosso una divisa, sono una poliziotta. Se parlo dalla Gruber (Lilli, ndr) e insegno storia non sono una signora, ma una storia".