Tris di leader in campo: Silvio Berlusconi a Roma, Beppe Grillo a Milano. E sempre a Roma parla anche il premier, Matteo Renzi, in uno degli ultimi interventi prima del voto di domenica alle Elezioni europee. Il Pd si ritrova a piazza del Popolo, dove però fa capolino anche un gruppo di circa 50 persone aderenti ai movimenti per la casa e al movimento No-Tav. I manifestanti hanno cercato di srotolare uno striscione, ma sono stati fermati dalla polizia, che ha identificato quattro persone. I manifestanti, ancor prima dell'intervento di Renzi, si erano assiepati sulla scalinata di una delle due chiese gemelle che dominano la piazza, controllati da vicino alle forze dell'ordine. Ai contestatori - Il premier, iniziando il suo intervento, si è rivolto proprio ai contestatori: "Se qualcuno pensava che avessimo paura, anche oggi dimostriamo che la piazza è casa nostra". I contestatori hanno risposto con trombette e fischietti, ai quali i militanti Pd hanno risposto a loro volta fischiando. Il premier, dunque, è intervenuto: "Democratiche e democratici, non rispondete alle provocazioni. Lo fanno tutte le volte, sempre all'inizio, ma noi dimostriamo con la forza del sorriso che la piazza è il luogo da cui il Pd riparte. Avete visto come è questa campagna elettorale, ma noi siamo qui con il sorriso sulle labbra". E ancora: "Le contestazioni sono normali. Hanno parlato di 'peste rossa' e 'lupara bianca'. Poi è normale che si chiami la Croce Verde". Contro Grillo - Nel mirino del premier, dopo le aspre polemiche degli ultimi giorni, ci finisce inesorabilmente Beppe Grillo. Durissimo l'affondo di Renzi: "C'è chi ieri ha evocato Berlinguer e poi dice di essere oltre Hitler. Non si può mettere nella stessa frase la parola Hitler e quella Berlinguer. Giù le mani da Enrico Berlinguer! Sciaquatevi la bocca!", ha urlato a squarciagola il presidente del Consiglio. Dunque, sempre contro il leader M5S: "Qualche nostro competitor ha fischiato l'inno, forse voleva il voto di Genny 'a Carogna. Noi cantiamo l'inno. E giù le mani dalle forze dell'ordine, niente strumentalizzazione". Quindi ancora una risposta ai grillini: "Noi siamo il cambiamento, nessuno ci può dare lezioni su legalità e onestà. Noi abbiamo nominato Cantone a capo dell'Anticorruzione e migliorato la legge sul voto di scambio". 80 euro - Il premier torna poi a difendere il bonus Irpef, i "mitici 80 euro" in busta paga: "Non sono elemosina - ha affermato -, e l'Irap l'abbiamo abbassata soltanto noi. Chi critica gli 80 euro non sa neanche che cosa sia un mutuo". Dunque Renzi afferma di essere sicuro di trionfare al voto di domenica: "Le elezioni le vinciamo noi, è la realtà dei fatti. Ma non finisce qui. Quando avremo i risultati delle elezioni ci rimboccheremo le maniche. O lo fa il Pd o non lo fa nessuno...". E ancora contro il M5s: "Loro sono la paura, loro sono l'incubo e il terrore. Noi siamo il diritto di tornare a sognare". Il premier, infine, ha smentito le voci su una possibile futura modifica alla maggioranza: "No, non la allargo a Forza Italia. Non saremo mai alleati di Forza Italia".




