Sui rimpatri di clandestini il governo va avanti. Le polemiche servono solo a collezionare titoli di giornali, ma sulla politica migratoria non si torna indietro. E ieri il ministro Piantedosi ha comunicato al governatore della Toscana, Eugenio Giani, che si ricomincia da Aulla (Massa Carrara), e a poco serviranno le solite urla locali. Lo Stato - soprattutto dopo il via libera dell’Unione europea alle richieste italiane in materia- c’è e intende fare il suo dovere fino in fondo. E proprio ad Aula il Viminale intende realizzare un nuovo Cpr, centro di permanenza per i rimpatri. Piantedosi ha pianificato la decisione informandone innanzitutto il presidente della Regione Toscana. Sul tavolo ha messo l’individuazione dell’area, anche se per renderla definitiva si stanno effettuando verifiche tecniche e di fattibilità. Il Cpr in questione servirebbe a trattenere temporaneamente migranti in attesa di rimpatrio. Si pensa anche al territorio, per una compensazione, con una riduzione dei Cas (Centri di accoglienza straordinaria) presenti nella zona.
FASE PRELIMINARE
Quel che è certo è che si è messa in moto la macchina della decisione, anche se in una fase che è ancora indicata come preliminare. In pratica il sito è stato scelto a livello politico-amministrativo, ma la realizzazione dipenderà dagli esiti delle verifiche e dalle eventuali reazioni locali e istituzionali. È da tempo che si discute dell’ipotesi di un centro ad Aulla, in particolare nella zona di Pallerone. E il sindaco del Comune, Roberto Valettini, ha già fatto sapere di essere contrario alla creazione del centro, sostenuto dal consiglio comunale, definendo l’ipotesi inopportuna e il posto inadeguato. La vicenda risale al 2023, quando emerse per la prima volta l’ipotesi del Cpr ad Aulla, suscitando da subito la mobilitazione di enti locali e, nel 2025, una mozione contraria da parte della Regione. In merito ci sono state diverse manifestazioni e incontri sul territorio che si oppongono alla struttura, considerata non idonea alla zona. E ieri il governatore Eugenio Giani ha espresso anche la sua contrarietà: «Per me è un oltraggio alla Lunigiana farlo lì, è un grande errore e un grande sbaglio e io per quello che posso mi opporrò ed esprimerò parere contrario».
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Dopo la tragedia del naufragio, la condanna a 30 anni di carcere e la semi-grazia concessa dal presidente Sergio Mattare...Pure il Pd e Avs tuonano con i loro esponenti locali. L’indicazione del ministero dell’Interno deriva da alcuni dati passati al setaccio. È vero che i delitti in Toscana sono diminuiti, passando da 171mila del 2024 a 165mila del 2025. Ma al Viminale si è ritenuto di intervenire su un territorio in cui si registra una particolare incidenza di reati commessi da stranieri: secondo il report del ministero dell’Interno, la delittuosità riferibile agli immigrati, nel 2025 si attesta al 45%, ovvero su 100 arrestati o denunciati, 45 sono stranieri. Quanto ai dati sui rimpatri, nei primi tre mesi del 2026 hanno superato quota 2mila, in aumento del 20% rispetto allo stesso periodo del 2025. L’anno scorso complessivamente i rimpatri hanno toccato quota 6.672. Nonostante le pressioni del governo centrale per dotare la regione di un tale centro, la posizione del Comune di Aulla rimane quella di un “no” secco e compatto.
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Ma l’esecutivo non ha nessuna intenzione di fermarsi. Più volte il titolare del Viminale ha pubblicamente sostenuto che per aumentare il numero dei rimpatri è necessario assicurare la presenza di almeno un Cpr in ogni Regione. Il Cpr in Toscana nascerà e nascerà proprio ad Aulla. Quel che è prevedibile, però, è il tentativo del Partito democratico di cavalcare la protesta senza indicare una possibile alternativa, in particolare da parte dello stesso presidente Giani. Tempo fa fu proprio il governatore toscano a dire: «Non darò l’ok a nessun Cpr in Toscana. Si stanno prendendo in giro gli italiani perché il problema dell’immigrazione è come farli entrare e accoglierli, non come buttarli fuori». È la sinistra di governo che scansa i problemi perché non li vuole risolvere.




