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Bersani: ai grillini le due Camere

Lucia Esposito
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Pier Luigi Bersani non molla. Neanche davanti all'ennessimo no di Grillo, un no  che è arrivato fortissimo e chiarissimo. Addirittura Beppe ha detto che se i grillini votano la fiducia a un governo Pd lui sarebbe pronto a ritirarsi. Ma il vincitor perdente Bersani sa che questa è la sua ultima possibilità. Vuole formare il governo e vuole farlo con il Movimento 5 Stelle. E, stando alle ultime indiscrezioni,  sarebbe disposto anche ad offire le due Camere ai neodeputati grillini purché essi spingano lo stesso Grillo e il guru Casaleggio sulla strada dell'accordo. Un tentativo estremo, disperato. La mediazione, l'uomo del dialogo scelto da Bersani è il governatore dell'Emilia Romagna Vasco Errani e ha chiesto al capo della sua segreteria Maurizio Migliavacca di contattare i capigruppo alla Camera, schierata anche Laura Puppato, una delle candidate alle primarie del Pd,  che conosce personalmente Grillo e Casaleggio che starebbe lavorando per evidenziare i punti in comune tra i programmi del centro sinista e quelli del Movimetno Cinque Stelle. Ma Grillo e Casaleggio hanno fatto sapere ai loro deputati di considerare "inaccettabile" anche la sola idea di avere i voti delPd per lo scranno più alto di Montecitorio e di Palazzo Madama, quindi quella di Bersani è una battaglia persa in partenza. Una battaglia persa e una strategia perdente, che, se possibile, spacca ulteriormente il partito. "Basta inseguiore Grillo" ripete da giorni Mattero Renzi, critici anche veltroniani e dalemiani. Napolitano non vuole esperire tentativi, molto probabilmente darà l'incarico a Bersani il 21 marzo prossimo e deve tornare al Colle i voti sufficienti per governare.  

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