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Vendola: "Inaccettabile il veto del Pdl su Prodi al Quirinale"

Nichi Vendola

Nichi dall'Annunziata: "Inaccettabile il veto del Pdl su Romano al Colle". Poi la serenata al M5S: "Energie fresche e indispensabili per dare un futuro al Paese"

Andrea Tempestini
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Per Romano Prodi al Quirinale alza la voce anche il "grillino" Nichi Vendola. Lo fa a In mezz'ora, su Rai3, intervistato da Lucia Annunziata: "Non vorrei mettere in imbarazzo Prodi - dice il governatore della Puglia - ma il veto del Pdl su di lui al Quirinale è intollerabile. Prodi non ha bisogno di avvocati difensori perché è un nome autorevole anche a livello internazionale". E ancora: "Indicare un candidato può significare bruciarlo, ma trovo intollerabile che si possa pensare l'esclusione di Romano Prodi". Mano tesa ai grillini - Nichi, insomma, continua nell'inseguimento al Movimento 5 Stelle, una "tattica" che ha fatto sua dal giorno successivo al voto. Prodi, infatti, è nella rosa dei 10 eleggibili indicata dal M5S nelle Quirinarie. Così Vendola spiega che è necessaraio ripetere il "metodo Boldrini" anche al Colle ("Se son rose, fioriranno", afferma alludendo all'accordo coi grillini). Poi ripete: "Invece di esorcizzare il terremoto, dopo le elezioni ho detto a Bersani di rompere il tabù. Nel M5S c'è un deposito di energie fresche indispensabili per dare una prospettiva al Paese. Nel governissimo, nell'inciucio c'è la puzza della vecchia politica". Insomma, secondo il leader di Sinistra e Libertà "dobbiamo incamminarci su quella strada". Ossia l'accordo con i grillini, che deve necessariamente passare per l'elezione di Prodi al Quirinale. Secondo Vendola, il Professore è la figura giusta: "Non credo che il Presidente della Repubblica debba essere il garante delle nomenclature e delle lobby e di quel pezzo di classe dirigente che chiede impuntià, ma il garante della speranza di cambiamento". Su Renzi - Il governatore pugliese guarda poi in casa propria, ai guai della sinistra e a quelli del Pd in particolare. "Non auspico la scissione, una scissione in cui la parte più di sinistra trova un punto di equilibrio con Sel e fa un partito della sinistra", quel "partito della sinistra" che potrebbe nascere in contrapposizione a Matteo Renzi, nel caso in cui il rottamatore riuscisse a completare la sua scalata al Largo del Nazareno. "Tutte le culture politiche - prosegue Vendola - sono chiamate a misurarsi con un mondo nuovo". Quindi una battuta su Renzi: "Ha lo spirito dell'innovatore ma non c'è una novità rivelata dell'innovazione. Facciamolo insieme questo cammino, senza reciproci anatemi, confrontiamoci con il ciclo liberista. Confrontiamoci non sulle nostre biografie o sulle nostre età, ma con il mondo nuovo".

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