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M5S, Mastrangeli: "Mi appello a Pietro Grasso contro l'espulsione"

Marino Mastrangeli

Il primo "cacciato" si difende: "Io ho il Movimento nel sangue. Non ho infranto alcuna regola" / Guarda il video dell'intervista a TgCom24

Andrea Tempestini
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La tragicommedia dell'ormai ex "cittadino" Marino Mastrangeli s'arricchisce di un nuovo capitolo: l'appello al presidente del Senato, Pietro Grasso. Mastrangeli, lo ricordiamo, è stato espulso dal Movimento 5 Stelle per il gravissimo "reato" di talk show: è andato in televisione, e lo ha fatto troppe volte. Per giunta è andato in sutdio da Barbara D'Urso, su Mediaset. "Orrore". Le truppe pentastellate non potevano accettare tale insubordinazione. Così prima il voto dei parlamentari e poi quello degli iscritti sul blog del grande capo Beppe Grillo hanno ratificato la cacciata del Mastrangeli. Mastrangeli intervistato da TgCom24 Guarda il video su Liberotv La lettera a Beppe - Il nostro, però, non molla. Spiega che "io le Cinque Stelle ce le ho nel sangue", e insomma non vuole essere espulso. Così si appella a Grasso, "affinché impedisca la mia espulsione dal gruppo del M5S al Senato. Chiedo formalmente un suo intervento contro un'ingiustizia ai miei danni che non può e non deve essere perpetrata". Il Mastrangeli, sinceramente disperato, aggiunge: "Ho scritto anche una lettera a Grillo (guarda il video, ndr). Non ho alcuna intenzione di fermarmi, è un'ingiustizia e io non ci sto. Il Movimento - ribadisce - ce l'ho nel sangue. Resterò per sempre grillino".  

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