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Monti: "No all'abolizione Imu.Le promesse di un partito non possono impegnare il governo"

Mario Monti

Secondo il Professore far cadere l'esecutivo avrebbe conseguenze disastrose per il Paese

Nicoletta Orlandi Posti
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"Un'interruzione dell'opera del Governo Letta recherebbe danni gravi alla situazione economica e sociale del Paese, oltre che seri rischi per l'Eurozona". Mario Monti, dal sito di Scelta Civica lancia un monito ai partiti: "Se poi una crisi di governo dovesse portare ad elezioni anticipate, il cumulo di macerie seppellirebbe in ugual misura vincitori, sconfitti e tutti i cittadini, compresi quelli ai quali si vorrebbe fra credere che si è arrivati alla rottura per tener fede alla promessa di liberarli dall'Imu". L'ex presidente del Consiglio spiega che "mentre infuria il dibattito politico, in particolare sull'Imu, si è prestata poca attenzione ad un'indicazione importante sull'economia italiana, pubblicata giovedì 8 agosto dall'Ocse. Eppure e' proprio a questa indicazione che dovrebbero guardare oggi le forze politiche, per orientare i loro comportamenti in modo responsabile. Arriva la ripresa, frutto della crisi finanziaria sventata, del bilancio risanato e delle prime riforme strutturali". A fronte di tutto questo, per il Professore, "l'azione di un governo per sventare una grave crisi finanziaria, risanare il bilancio pubblico e favorire la crescita mediante le riforme strutturali non può certo essere indolore e richiede un certo tempo prima che si manifestino gli effetti desiderati. Ciò corrisponde al comune buon senso ed è ben noto agli esperti, che a volte tendono peraltro a dimenticarlo con disinvoltura quando si impegnano nella polemica politica". "Esistono - spiega ancora Monti - alcuni leading indicators che tendono a segnalare, con un anticipo di circa sei mesi, i punti di svolta del livello effettivo di attività produttiva. Per ogni Paese l'Ocse pubblica un dato sintetico di tali indicatori (composite leading indicator, CLI). I dati pubblicati giovedì, che arrivano fino a giugno 2013, mostrano che i primi segni di miglioramento del Cli per l'Italia risalgono all'autunno 2012. Da gennaio 2013, ormai per sei mesi consecutivi, la tendenza alla crescita accelera in Italia (le variazioni percentuali mensili del CLI sono crescenti), mentre si è stabilizzata nell'insieme dell'Eurozona". "Per consolidare la ripresa produttiva ed estenderla all'occupazione, soprattutto giovanile, e' necessario non deflettere dalla disciplina di bilancio e intensificare risolutamente le riforme strutturali", sostiene il presidente di Scelta Civica, Mario Monti. "Il Fmi ha recentemente previsto che l'applicazione piena delle riforme varate dal governo precedente porterebbe di per se', sull'arco di cinque anni, ad una crescita del 5,75% in piu' di quella che vi sarebbe altrimenti", aggiunge Monti.  "Il punto di svolta verso l'alto della produzione effettiva, dovrebbe essere vicino, come il Governo e la Banca d'Italia hanno segnalato in questi giorni. Chissa' se un giorno se ne convincera' anche quella personalita' di vertice del mondo imprenditoriale che, ancora il 10 giugno, giudicava la politica economica introdotta nel novembre 2011 come un esercizio di "austerita' fine a se stessa". Tuttavia, conclude, "tutti gli osservatori convengono che occorrera' ancora parecchio tempo prima che la svolta positiva si manifesti anche per l'occupazione. Finche' cio' non avverra', 'il clima sociale sara' molto faticoso e pieno di difficolta'', come ha giustamente affermato il Presidente del Consiglio Enrico Letta". Quanto all'Imu, "la questione più 'calda' del momento"  va anch'essa responsabilmente inquadrata in questa fase, che "è promettente, ma di grande fragilità". L'ex presidente del Consiglio ricorda che ''in mancanza di un iniziale 'Patto di coalizione' (che il Presidente Letta, come proposto da Scelta Civica, si è detto interessato a costruire alla ripresa dei lavori), l'unico 'accordo e programma di governo' è costituito dalle Dichiarazioni programmatiche del Presidente del Consiglio alle Camere, del 29 aprile, sulle quali ha ottenuto la fiducia dai partiti della maggioranza. Il passaggio rilevante è il seguente : '[...] la riduzione fiscale senza indebitamento sarà un obiettivo continuo e a tutto campo. Anzitutto, quindi, ridurre le tasse sul lavoro, in particolare su quello stabile e quello per i giovani neoassunti. Poi, una politica fiscale della casa che limiti gli effetti recessivi in un settore strategico come quello dell'edilizia, includere incentivi per ristrutturazioni ecologiche, affitti e mutui agevolati per giovani coppie, e poi bisogna superare l'attuale sistema di tassazione della prima casa, intanto con lo stop ai pagamenti di giugno per dare il tempo al Governo e al Parlamento di elaborare insieme e applicare rapidamente una riforma complessiva che dia ossigeno alle famiglie, soprattutto quelle meno abbienti'". "E' difficile dedurre da questo testo che il governo sia impegnato all'abolizione della tassazione sulla prima casa", puntualizza Monti sostenendo che invece dà chiaramente "l'indicazione di due priorità: del lavoro rispetto alla casa; e del favore alle famiglie meno abbienti, rispetto a quelle più abbienti. Su questo testo il governo e la maggioranza sono impegnati. Ogni altro elemento può aver fatto parte di promesse elettorali di questo o quel partito, ma non può impegnare il governo''.   

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