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Il piano di Letta per cadereE dare la colpa a Berlusconi

Enrico Letta

Lucia Esposito
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Le larghe intese vacillano, l'incontro di mercoledì 21 agosto tra Angelino Alfano e il premier Enrico Letta sul possibile salvataggio politico del Cavaliere ha fatto registrare "posizioni distanti". Questa mattina il premier è salito al Colle per riferire al presidente della Repubblica dell'incontro di ieri e sulle propsettive della situazione di governo. i due avranno parlato delle prospettive e, chissà, se è stata ipotizzata la crisi. Certo è che  il segnale politico che è emerso dal mini-vertice è evidente: il governo Letta è in bilico, appeso al destino politico del Cavaliere che non ha alcuna intenzione di farsi da parte, che considera la sentenza di condanna per frode fiscale il risultato di un accanimento giudiziario che va avanti da oltre vent'anni nei suoi confronti. Non ha intenzione di farsi da parte anche se lo scenario che si è delineato è molto complicato. Letta, fedele alla linea Pd,  guarda avanti e se da un lato ribadisce la necessità di tenere in piedi il governo, fa appello al senso di responsabilità, dice che è paradossale far cadere l'esecutivo proprio adesso, dall'altro sa che in caso di crisi Napolitano gli affiderebbe un altro incarico e lo scenario di un Letta-Bis sostenuto dai grillini non è più lunare. Per Letta ha più volte ribadito che il destino del governo non è legato a quello di Silvio Berlusconi, che non accetta ultimatum sulla questione dell'agibilità politica del cavaliere. Il punto è far cadere la colpa della fine dell'esecutivo su Berlusconi che non ha "preso atto" della sentenza di condanna preferendo far saltare il governo.  L'incontro con Napolitano - Che la situazione sia tesissima lo conferma anche la fitta agenda del capo dello Stato. Al Quirinale nel giro di poche ore sono saliti in rapida successione Letta e i ministri di Economia e Giustizia. Il premier ha riferito a Napolitano l'esito dell'incontro con Alfano e lo stato dei lavori dell'esecutivo. Con il ministro dell'Economia e delle Finanze Fabrizio Saccomanni, invece, sul Colle si sarà con ogni probabilità parlato di Imu e coperture varie, nodo questo cruciale per far sopravvivere il governo almeno fino al 9 settembre. Ultima a salire al Quirinale è stata il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri: il colloquio, si apprende in ambienti vicini al presidente, è servito ad esaminare la situazione delle carceri e lo stato dei provvedimenti sulla giustizia all'esame del Parlamento. Difficile però che non sia scappata una parola su "legge Severino" e dintorni. La responsabilità - "Bisogna rimettere la realtà con i  piedi per terra. Lo dico con chiarezza ai colleghi del Pdl che invito ad assumersi le proprie responsabilità e a smetterla con il tentativo  di scaricare sul Pd i problemi che riguardano il loro partito. Il problema di Silvio Berlusconi riguarda il Pdl. E' lui che è stato condannato con sentenza definitiva, e per un fatto grave". E' quanto afferma Davide Zoggia, responsabile organizzativo del Pd. "Ricordo a tutti - incalza Zoggia - che l'evasione fiscale è   una delle cause principali del debito pubblico, della mancanza di risorse per gli investimenti, della necessità di stringere la cinghia  e della pesantezza del prelievo fiscale sugli onesti. Se il Pdl non regge questa situazione e vuol far saltare il governo perché Berlusconi non riesce ad ottenere un salvacondotto che lo metta, a differenza di tutti gli altri italiani, al di sopra della legge, se ne assuma la responsabilità di fronte all'Italia". La posizione del Pd - Quello che pensa Letta è espresso molto chiaramente dalle parole di Zoggia:  "E' il Pdl che deve decidere - secondo l'esponente dem - se   ritiene necessario sostenere il governo per far uscire l'Italia dai   guai o se non gliene importa nulla degli italiani e dei loro problemi   e l'unica cosa che conta è l'interesse personale di Berlusconi, a prescindere da leggi, sentenze, diritto e legalità. E' una   responsabilità sua. Di conseguenza è inutile che i colleghi del Pdl   continuino a chiedere: che farà il Pd? Il Pd sostiene il governo Letta perché crede che serva ad affrontare i problemi degli italiani.  Quanto a Berlusconi, noi faremo ciò che è giusto fare, con  ponderazione, con attenzione, senza pregiudiziali né posizioni   preconcette. Ma non vi sono spazi per manovrette, furbizie e accordi   indegni per un paese come l'Italia . La nostra decisione è chiara e   trasparente. E non accetteremo ricatti”, assicura Zoggia. "Non credo sia comprensibile da parte degli italiani una crisi di governo legata alle vicende giudiziarie di una persona che è il capo di un partito che ha un grande consenso, però noi siamo chiamati a governare il Paese non a fare altro". 

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