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Giuseppe Conte sgonfia la flat tax e cerca il patto con Emmanuel Macron sulle nomine

Cristina Agostini
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Dicono che Giuseppe Conte sia ottimista rispetto ad una eventuale procedura d'infrazione. A Palazzo Chigi gira voce che la sua positività sia dovuta all'insperato aiuto arrivato da Mario Draghi e dall'atteggiamento di Emmanuel Macron: il presidente francese ha bisogno di lui e dell' talia per realizzare il piano di conquista della commissione Ue (alla guida vorrebbe la cancelliera Angela Merkel) e della Banca centrale europea (dove invece vorrebbe evitare i poco flessibili tedeschi), rivela La Stampa in un retroscena. Il premier al Consiglio europeo che si aprirà il 20 giugno cercherà un confronto bilaterale con la maggior parte dei leader europei. A Matteo Salvini ha giurato che non cederà su alcuna manovra correttiva. Mentre a Luigi Di Maio ha garantito che non porterà in Italia una "una nuova austerity". Ancora non si conosce la portata definitiva delle cifre che l'Italia darà come garanzia dell'abbattimento del deficit strutturale e del debito. Leggi anche: "Governo cacofonico, Italia isolata". Monti mai così duro con Conte: parole pesantissime in Aula Giovanni Tria, poche settimane fa disse che il bonus degli 80 euro sarebbe stato riassorbito, ovvero cancellato. Altrimenti, addio flat tax. Ma la Lega, che si vuole intestare l'abbattimento delle tasse, non sarebbe favorevole. "Non ci sarà alcuna abolizione degli 80 euro. È una fake news", dice il viceministro Massimo Garavaglia. L'obiettivo di Conte ora è di "sgonfiarla", di renderla "sostenibile". Per Salvini si deve parlare di "gradualità" nella introduzione della tassa piatta "con l'obiettivo del 15 per cento a famiglie e imprese". 

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