Cerca

Affondo

Vittorio Feltri sulla differenza tra Milano e Roma

18 Luglio 2019

2
Vittorio Feltri sulla differenza tra Milano e Roma

 Chi non conosce Milano e non la frequenta abitualmente non può comprendere che il divario fra Nord e Sud è diventato incolmabile. Il capoluogo lombardo, grazie anche a sindaci speciali quali Albertini e Moratti, è diventato una metropoli mondiale, funziona a meraviglia, i servizi pubblici e privati sono assai efficienti, la vita che vi si svolge è perfettamente allineata ai massimi livelli europei e non solo. La civiltà abita qui, il denaro altrettanto, lo sviluppo nasce da queste parti.


Basta percorrere le vie del centro per percepire la capacità milanese di non arrendersi all' andazzo nazionale. La gente del Mezzogiorno che si trasferisce in Lombardia e vi si insedia, dopo un breve periodo si abitua a campare in modo civile, apprezza gli stili esistenziali della regione e solo alla idea di dover rientrare nel Meridione pensa al suicidio. Roma, invece, da luogo incantevole si è trasformato nell' ultimo ventennio in un centro spaventoso, dove trionfano caos e pressappochismo sia istituzionale sia sociale e in cui comandano i cinghiali e i gabbiani più aggressivi. Io, quando arrivo nella capitale e mi sposto da piazza del Collegio Romano, mi sento a mio disagio come se fossi piombato al Cairo. Mi prende una voglia matta di risalire sul treno e correre a Milano, che è accogliente, rispettosa e al sottoscritto ha dato di più di quanto io gli abbia mai restituito. Tutto ciò per dire che è l' ambiente a condizionare il comportamento delle persone, siano terroni o polentoni, non importa, e non siamo noi umani a creare l' habitat.

La città ambrosiana non è un miracolo, bensì una costruzione meravigliosa alla quale hanno contribuito tutti coloro che ci hanno lavorato e ci lavorano con passione. La dimostrazione sta nel fatto che su un milione di abitanti solo 70 mila sono meneghini; gli altri, per la stragrande maggioranza, provengono dalle terre del Sacramento, eppure nessuno se ne accorge. Milano produce occupazione, serietà, ordine e in cambio ti chiede soltanto impegno e rigore nel rispetto delle regole. Il resto viene da sé. L' Italia in pratica è divisa in due tronconi da sempre, eppure oggi la distanza dell' uno dall' altro si è acuita e questo non alimenta le speranze di una fusione. Coloro che dalla Lombardia e dal Veneto seguono le vicende politiche capitoline non capiscono un accidenti, hanno l' impressione di essere cittadini di un altro pianeta. E hanno ragione. Che c' entrano Treviso, Brescia e Varese con le borgate romane infestate dai rom? Noi siamo talmente scemi da pagare le tasse i cui proventi si disperdono in mille rivoli del Sud e poi se chiediamo l' autonomia ci accusano di voler spezzare lo Stivale per puro egoismo.
L' avidità semmai è di quei meridionali che ci spremono come limoni prima di gettarci nella spazzatura. Ne abbiamo piena l' anima: qui si tratta di decidere se sposare il modello evoluto del Settentrione oppure se abbandonarci alla guida sgangherata di Di Maio, Fico e personaggi simili, pur sapendo che ci condurranno in fondo al pozzo nero.

di Vittorio Feltri

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • flixcan

    18 Luglio 2019 - 14:02

    Che dire di più? Per "governare" il potere mantiene il popolo ignorante e alla fame... Così il popolo di atrofizza, aspettando il pane e un po' d'ombra per nascondersi dai doveri civici... Se la vecchia Linea Gotica fosse un canale, il Meridione se ne andrebbe alla deriva.

    Report

    Rispondi

  • A.MORRENI

    A.MORRENI

    18 Luglio 2019 - 14:02

    Concordo !

    Report

    Rispondi

Odio contro Israele, la sinistra ammette le sue colpe: vittoria di Fratelli d'Italia

Venezia, Giuseppe Conte in Piazza San Marco per il sopralluogo alla Basilica
Maltempo a Venezia, Giorgio Mulé (FI): "Se si fosse portato al termine il Mose non sarebbe successo"
Arresto Lara Comi, le immagini dell'operazione "Mensa dei poveri" della Guardia di Finanza

media