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Matteo Salvini e gli aerei di Stato, Corte dei Conti: "No danni erariali, ma indagatelo lo stesso"

Caterina Spinelli
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Trentacinque voli in 11 mesi. È questo il nuovo chiodo fisso contro Matteo Salvini e su cui si sta concentrando l'attenzione dei magistrati contabili. I voli, tutti utilizzati per partecipare a eventi istituzionali, non avrebbero causato alcun danno erariale. Motivo questo per cui la Procura laziale della Corte dei Conti ha disposto l'archiviazione del procedimento. Per la magistratura contabile, che ha trasmesso il fascicolo, per quanto di competenza, alla procura di Roma, "non sono emersi dall'istruttoria elementi sufficienti per sostenere in giudizio una contestazione di responsabilità amministrativa".  Leggi anche: Massimo Cacciari contro Salvini: "A qualcuno il potere dà alla testa" Il Dipartimento di Pubblica sicurezza aveva ribadito, con un comunicato ufficiale, che il ministro ha diritto ai voli di Stato per motivi di sicurezza, e il Viminale aveva specificato che il leader del Carroccio non aveva "mai usato" questi voli per "motivi estranei a quelli legati al suo ruolo istituzionale". Ora, al termine dell'istruttoria, i pm della Corte dei Conti hanno concluso che si è trattato però di un utilizzo illegittimo dei mezzi che teoricamente dovrebbero essere usati solo per alti fini istituzionali e non per ordinari spostamenti. La parola passa a questo punto ai magistrati della procura di Roma. L'ha presa sul ridere Salvini che in merito all'indagine, lo scorso maggio diceva: "Tornerò, non più in aereo ma in bicicletta, perché qualcuno sta lì a guardare come vengo... uso l'aereo per lavorare, non per venire a mangiare una pizza sul lungomare".

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