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Lara Comi arrestata, Gioacchino Caianiello ai pm: "Assunto a mia insaputa"

Davide Locano
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Finisce agli arresti domiciliari per un giro di tangenti Lara Comi, ex europarlamentare di Forza Italia. Il tutto nell'ambito dell'inchiesta Mensa dei poveri, su un giro di tangenti che vede al centro Gioacchino Caianiello, ex Forza Italia nel varesotto, arrestato lo scorso maggio dalla procura di Milano e ritenuto dall'accusa il burattinaio del giro di tangenti e incarichi in Lombardia. In alcune intercettazioni, l'ex coordinatore azzurro a Varese, insultava Lara Comi: "Con questa cretina della Lara a che punto stiamo? Perché io la vedo stasera, così gli faccio lo shampoo...". E con il passare delle ore emergono ulteriori dettagli sull'indagine: si scopre per esempio che Caianiello sarebbe stato "assunto a sua insaputa" proprio dall'ex europarlamentare. Leggi anche: "Chi è Lara Comi": le pesantissime parole del magistrato Nel dettaglio, nell'interrogatorio dello scorso 2 settembre, i pm milanesi informano Caianiello dell'esistenza di un contratto, durata dall'1 novembre al 31 dicembre 2016, in cui risulta assunto come collaboratore dell'esponente politico di Forza Italia. Un incarico da 40 ore settimanali a fronte di un corrispettivo di 2.450 euro lordi mensili. Eppure lui smentisce di aver ricoperto quel ruolo: "Riconosco la firma mostratami come la mia, ma non ricordo di avere svolto questo incarico e, comunque, nego di avere svolto un'attività in relazione a questo contratto diversa da quella che già da dieci anni svolgevo in favore del partito e quindi della Comi quale coordinatrice provinciale", ha risposto ai magistrati. Dunque, ha aggiunto: "Tuttavia, come ho già riferito, da più persone la Comi veniva pressata affinché trovasse un modo per riconoscermi dei sussidi economici per l'attività che, di fatto, ho continuato a svolgere dopo la formale dismissione della carica di coordinatore provinciale", aveva concluso.

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