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Luigi di Maio e Zingaretti, volano stracci. Il Pd rilancia lo Ius soli, il M5s è "sconcertato"

Maria Pezzi
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 Nicola Zingaretti ha concluso la convention promossa dal Pd a Bologna. "Lavoriamo per una nuova agenda di Governo che rispetti gli accordi di programma e vicino ai bisogni delle persone. Vogliamo: riaccendere l'economia per creare lavoro; rilancio degli investimenti a cominciare da quelli verdi; parità di salario tra uomo e donna; equo compenso per i giovani professionisti; nuova politica industriale; modifica dei decreti Salvini; ius culturae; equa ridistribuzione del carico fiscale". La stoccata a Renzi è netta. "Non si illudano, chi combatte il Pd per rosicare consenso si scava la fossa per sé e per il centrosinistra italiano. Il Pd resterà comunque il pilastro della risposta alla risorgente destra". "Stiamo vivendo una difficile esperienza di governo, ma ribadiamo la scelta di sperimentare le alleanze. Qualcuno dice: "Non vogliamo un accordo storico con il M5S"? Ma cosa vuol dire? Non si governa tra avversari politici, ma solo se si condividono almeno i fondamenti di una prospettiva politica e si calano nei territori. Ci vuole tempo, certo". La replica di Salvini è immediata: "Siamo pronti a dare battaglia, dentro e fuori il Parlamento, per fermare lo Ius Soli ed evitare che si cambino i Decreti Sicurezza. #governoclandestino". Così il segretario della Lega, Matteo Salvini. "C'è mezzo paese sott'acqua e uno pensa allo ius soli? Siamo sconcertati", affermano fonti del M5s, "preoccupiamoci delle famiglie in difficoltà, del lavoro, delle imprese. Pensiamo al Paese, già abbiamo avuto uno che per un anno e mezzo ha fatto solo campagna elettorale. Noi vogliamo pensare a lavorare". 

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