Palermo, 15 gen. (AdnKronos) - Rientra la protesta dei sindaci di 50 Comuni della Provincia di Palermo più Alcamo e Castellammare del Golfo, nel Trapanese, che per accendere i riflettori sull'emergenza rifiuti si erano autoconvocati a Palazzo d'Orleans giovedì prossimo alle 11 con tanto di fascia tricolore. Un passo indietro arrivato dopo il vertice di oggi con il neo governatore Nello Musumeci, il dirigente generale del dipartimento regionale Acqua e rifiuti, Salvo Cocina, e il consulente della Regione per la tematica dell’ambiente, Aurelio Angelini. Un faccia a faccia avvenuto in un clima che i presenti definiscono "disteso e cordiale". Insomma, "nessun muro contro muro" ma un dialogo aperto per far fronte comune di fronte a quello che i primi cittadini definiscono "il collasso del sistema dei rifiuti". "L'emergenza resta - spiega all'Adnkronos il sindaco di Ventimiglia, Antonio Rini -, ma la novità sta nel ritrovato dialogo istituzionale. C'è un comune senso di responsabilità. Ognuno deve fare la propria parte, ma finalmente non abbiamo assistito al solito scaricabarile". Al neo presidente della Regione siciliana i primi cittadini, che nei giorni scorsi si erano riuniti a San Cipirello, hanno presentato un documento congiunto, che è stato "pienamente recepito" da Musumeci. Al governo regionale i sindaci chiedono l’immediata ricognizione degli impianti di compostaggio e di filiera. "Bisogna considerare quelli già autorizzati e valutare gli eventuali ampliamenti dei siti esistenti, nel rispetto delle disposizioni di legge" spiega Rini. "Questo permetterebbe ai Comuni di effettuare la raccolta differenziata, evitando costi aggiuntivi di trasporto dovuti ai pochissimi impianti dislocati in Sicilia" si legge nel documento.




