Niente gruppi parlamentari autonomi. Nessuna scissione all’orizzonte, come vorrebbe l’ala più filorenziana dei berlusconiani, dicono i suoi fedelissimi. "Sono il primo a volere il rinnovamento di Forza Italia, ma bisogna partire da regole democratiche per scegliere la nuova classe dirigente, non ci possono essere nomine calate dall’alto" va ripetendo da tempo Raffaele Fitto. "La mia posizione è netta, tutta politica, non l’ho mai cambiata, non si percepisce in modo chiaro la posizione del partito, dobbiamo fare un’opposizione vera, non possiamo essere maggioranza e opposizione nello stesso tempo", avrebbe detto a chi ha avuto modo di sentirlo in queste ore. L'ex ministro e governatore della Puglia, che ieri ha riunito i suoi oltre 35 parlamentari tra Camera e Senato, sarebbe rimasto molto male per la frase del Cav "tu sei un figlio della vecchia Dc, sei abituato alle correnti" considerata un’offesa a suo padre, ex esponente pugliese della Balena bianca, e pare intenzionato a non arretrare di un millimetro dalle sue convinzioni, sia sul rapporto con Renzi, sia sulla riorganizzazione di FI. Raccontano che dopo le scintille al Comitato di presidenza, Fitto avrebbe incrociato Denis Verdini, alla presenza di Giovanni Toti: "Non si era mai vista una cosa del genere, siamo peggio di un partito leninista" si sarebbe sfogato coi due.




