Sarà lo scampato pericolo o che è umano temere sempre il peggio, fatto sta che ieri Silvio Berlusconi è sembrato a chi lo ha incontrato molto sollevato, persino «in forma, combattivo». Appresa dalle agenzie di stampa la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Milano mentre riceveva a Palazzo Grazioli lo stato maggiore azzurro, ha tirato un sospiro di sollievo. «Mi trattano come un criminale da rieducare, mi definiscono “pericoloso” a me che non ho mai fatto male ad una mosca, che do del “tu” ai leader del mondo», si è lasciato scappare. Di più: «Vi sembra normale che un assistente sociale debba valutare il mio comportamento? Ho preso dieci milioni di voti un anno esatto fa...». Gli avvocati, però, lo hanno riportato subito alla realtà: «Presidente, è andata bene. Più di così non potevamo ottenere». Niccolò Ghedini, che era presente al vertice, ha addirittura diramato una nota con la quale definisce «equilibrata e soddisfacente» la decisione dei magistrati. (...) Continua a leggere l'approfondimento di Paolo Emilio Russo su Libero in edicola oggi mercoledì 16 aprile




