Angelino Alfano non ci sta. Lo dice chiaramente che se Nunzia De Girolamo sarà costretta alle dimissioni per "la campagna di linciaggio nei suoi confronti", cadrà tutto il governo. "Siamo davanti a una persona non indagata, intercettata illegalmente che non ha commesso alcun reato e contro la quale si è scatenato un linciaggio - spiega il ministro Gaetano Quagliariello - speriamo che il premier Letta non dia ascolto all'arroganza dei diktat di Renzi altrimenti qui siamo pronti a togliere la fiducia al governo". Prima di Quagliariello aveva parlato il vicepremier Angelino Alfano: Nunzia De Girolamo non è in fuga, è pronta a riferire in parlamento, lo farà con grande forza e sono convinto che dimostrerà che nei suoi comportamenti non c'è nulla di censurabile. Senza di noi questo governo non va avanti, speriamo che non vinca l'arroganza di chi vuole fare solo le cose care al Pd" La difesa di Nunzia - Il caso De Girolamo scoppia in un momento molto delicato per gli alfaniani e in generale per il governo: il rimpasto sembra quasi necessario. Sia per gli scivoloni di alcuni ministri sia per la necessità di riequilibrare la squadra dopo la scissione di Ncd da Forza Italia (attualmente la nuova formazione di Alfano è rappresentata nell'esecutivo da ben cinque rappresentanti". Certo è che nel frattempo la De Girolamo sarà difesa a spada tratta. Ieri, giovedì 16 gennaio, anche il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, ha offerto un assist alla De Girolamo spiegano che bisogna "riaprire il capitolo delle intercettazioni". Domani, venerdì 17 gennaio. Nunzia si difenderà davanti al Parlamento e proverà a smontare punto per punto tutte le accuse contro di lei. Cercherà di spiegare che è stata vittima di un complotto. Cetto è che questo caso esploso dopo la pubblicazione delle intercettazioni fai-da-te pubblicate dal Fatto Quotidiano è una nuova miccia che minaccia un governo già appeso a un filo...




