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M5s a pezzi, il rischio della scissione dopo il voto in Emilia Romagna (e l'espulsione di Gianluigi Paragone)

di Cristina Agostinidomenica 5 gennaio 2020
2' di lettura

Il Movimento 5 stelle di Luigi Di Maio perde i pezzi e rischia non solo di avere una maggioranza sempre più risicata in Parlamento ma ora anche la scissione. Solo ieri 1 gennaio c'è stata l'espulsione del ribelle Gianluigi Paragone. E il suo nome va ad aggiungersi a quello di altri senatori che appena venti giorni fa hanno lasciato il M5S.  Prima di lui l'addio clamoroso di Lorenzo Fioramonti, prima da ministro dell'Istruzione e successivamente dal Movimento. Ma ora, rivela La Stampa in un retroscena, la scissione è a un passo. "Il giocattolo si romperà a fine gennaio, dopo il voto in Emilia Romagna", è la frase che si sente ripetere Di Maio che ha riso poco al video di Beppe Grillo che scava la fossa. "Restiamo compatti", chiede a suoi: "Noi dobbiamo credere in quello che stiamo facendo, il 2020 sarà l'anno degli Stati generali. Negli anni '10 siamo stati protagonisti, nel 2020 dobbiamo essere determinanti e per esserlo dobbiamo essere più strutturati". Ergo, trasformare il Movimento in partito. Ma Di Maio ha anche nemici tra quelli che sono sempre stati al suo fianco.  Già il 7 o l'8 gennaio, quando riaprirà il Parlamento, spiegano due fonti impegnate nella scissione, si dovrebbero muovere i primi passi della nuova componente interna al Misto. E altri seguiranno. Una decina in tutto alla Camera. La data più importante sarà il 27 gennaio, giorno del voto in Emilia e in Calabria.  Nel video Beppe Grillo quando disse sui dissidenti: "Non voglio convincere nessuno". Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev  

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