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Giorgia all'attacco, Mattarella, Trump e le riforme. Così Meloni si smarca da Salvini

di Marco Rossidomenica 5 gennaio 2020
2' di lettura

A metterli in fila viene difficile credere ad una coincidenza, sta diventando troppo frequente la cadenza degli episodi che contrappongono Matteo Salvini a Giorgia Meloni. Lo scrive il Corriere della sera in edicola domenica 5 gennaio. Il leader della Lega e la numero uno di Fratelli d' Italia non si trovano all' unisono nemmeno guardando Oltreoceano, lì dove l' amato (per entrambi) presidente Donald Trump è diventato (l' ultimo) terreno di scontro dei due alleati. L' elogio sperticato per l' omicidio di Soleimani fatto a caldo da Matteo Salvini, ha fatto impugnare la bacchetta a Giorgia Meloni: "Non servono le tifoserie da stadio". Per approfondire leggi anche: Giorgia Meloni svela lo scandalo Raggi Pochi giorni prima del presidente americano era sul nostro presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che si era manifestato più profondo il solco del linguaggio tra i due leader della stessa coalizione. Salvini non aveva esitato a sciorinare vocaboli come "mellifluo, incolore, insapore, indolore" per definire quello stesso discorso di Mattarella che per Giorgia Meloni era stato invece "di alto profilo con obiettivi ambiziosi". No, non sembra essere un caso. Anche perché, scrive Alessandra Arachi, soltanto un paio di settimane Giorgia Meloni aveva sferrato un attacco, frontale e politico, al leader della Lega che aveva lanciato l' idea di "un comitato di salvezza nazionale bipartisan" tacciandolo, senza appello, come "una proposta incomprensibile". Nessun mezzo termine sulle labbra di Giorgia Meloni: "Le nostre visioni sono totalmente divergenti", e ancora: "Credo che Salvini lanciando questo sasso nel campo di Agramante voleva soltanto togliersi l' etichetta di sfasciatutto".