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Pietro Senaldi sulle Sardine: "Il Pd le manda avanti, ma alla fine portano consenso a Matteo Salvini"

di Gabriele Gallucciodomenica 26 gennaio 2020
4' di lettura

Domenica prossima per la prima volta nella sua storia l'Emilia-Romagna potrebbe avere un presidente di centrodestra, la leghista Lucia Borgonzoni, bolognese doc. L'esito del voto è incerto, anche se le speranze di espugnare la Regione rossa per antonomasia sono fondate. Certo invece è il vincitore della campagna elettorale, Matteo Salvini, che da un mese e mezzo batte il territorio con tenacia e costanza indefesse. Ovunque, bagni di folla osannante, qualcosa di mai visto da queste parti, puntualmente ignorato dai maggiori media nazionali. Per approfondire leggi anche: "Chi ci ha contattato per le regionali in Emilia" Il leader della Lega è stato accusato di cannibalizzare la candidata del centrodestra. In realtà, mette semplicemente la faccia su un appuntamento che non è solo locale ma può produrre effetti importanti a Roma. Se Pd ed M5S, dopo aver perso una in fila all'altra tutte le regioni in cui si è votato dal 4 marzo 2018 a oggi, capitolano anche a Bologna, andare avanti con il governo giallorosso diventerebbe imbarazzante, quasi una sfida alla volontà dell'elettorato. Tanto più che l'esecutivo è lacerato e le quattro sinistre che lo compongono hanno idee diverse su tutto, tranne che sullo spalancare nuovamente le frontiere deregolamentando l'immigrazione. Più che l'assidua presenza di Salvini in Emilia-Romagna, in realtà è emblematica l'assenza dei leader dem, convinti che la difesa del suolo patrio dall'invasore, naturalmente tacciato di fascismo, debba passare per forza dal fatto che il gruppo dirigente del partito giri al largo. I dem per nascondersi hanno mandato avanti le sardine ad appoggiare il loro candidato, Stefano Bonaccini. Questi ragazzi in età da lavoro, che lavorano poco e girano, parlano e si vestono come leader studenteschi, sono spuntati in una sera di novembre con un unico karma: cancellare Salvini e far rinascere l'Emilia rossa (la Romagna ormai è persa). Un'apparizione improvvisa, ma così puntuale, netta e organizzata da far pensare che fosse preparata da tempo. In piazza, a fianco a Bonaccini, meglio il giovane e sconosciuto (ma non a chi conta) Mattia Santori piuttosto che il parterre di mostri che altrimenti il Pd avrebbe dovuto far sfilare. PUNTURE DI ZANZARA Anche se si sono definite sardine, i nuovi anti-salviniani si sono comportati più che altro come delle zanzare, preoccupandosi di infastidire sistematicamente la campagna del centrodestra. In ogni città dove andassero la Borgonzoni o Salvini, un tentativo di contro comizio, spesso fallito. Alla fine però è la sensazione è che il leader della Lega abbia messo anche i pesciolini rossi nel ragù con il quale si sta pappando anche l'Emilia-Romagna. Gli utili idioti ittici hanno tentato di boicottare il comizio della Lega a Bibbiano, città martire del sistema amministrativo rosso, visto che a togliere i bambini ai genitori è stata una onlus che lavorava in amore e accordo con esponenti del Pd, incolpevoli penalmente ma appartenenti allo stesso impasto culturale e sociale degli indagati. E visto che le ragioni della sottrazione di minori erano prettamente ideologiche, poiché i bambini sono stati levati a nuclei famigliari non giudicati ortodossi e destinati ad altri, più affini politicamente alla sinistra. Santori e i suoi amici hanno provato a scippare la piazza a Salvini, che voleva tenere un comizio giovedì prossimo, prenotandola con largo anticipo. MAL DI PANCIA Le sardine però sanno fare le pentole e non i coperchi, e quindi in padella sono finite loro. La legge infatti assegna in campagna elettorale la priorità dell'uso degli spazi pubblici ai partiti e i pesciolini rossi, benché siano evidente diramazione del Pd e di Prodi, non sono ufficialmente un partito, pertanto sono stati invitati dal questore a sgombrare il campo e lasciare il pulpito a chi non ha bisogno di nascondersi dietro il paravento della società civile per fare politica. Naturalmente, da sinceri poco democratici, i pesci rossi non l'hanno presa bene e hanno minacciato la Lega di organizzare un'anti-piazza, qualora Salvini si presentasse a Bibbiano, dove lo scandalo, a detta loro, viene strumentalizzato politicamente dal centrodestra. L'episodio dà la misura della consistenza politica delle sardine. A parte che, francamente, non si capisce perché esse detestino i bambini di Bibbiano al punto da derubricare a incidente di percorso trascurabile un dramma che ha scoperchiato il pentolone su una pratica terrificante, questi sedicenti difensori della democrazia, se davvero vogliono dimostrarsi tali, dovrebbero riuscire a tollerare che uno comizi dove gli pare, esattamente come fanno loro. Chiuso l'episodio, confessiamo una certa preoccupazione per Salvini. A forza di mangiarsi gente così avvelenata, non vorremmo gli venisse il mal di pancia. di Pietro Senaldi Nel video del 18 gennaio Salvini: "Chi se ne frega delle sardine, non mi interessano polemiche". Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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