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Luigi Di Maio senza vergogna sulla manovra: "L'Europa ci ha chiesto l'1,6 per cento"

di Cristina Agostinisabato 22 dicembre 2018
1' di lettura

"L'Europa chiedeva di fare l'1.6 per cento, non ci permetteva di fare nulla e finiva che dovevamo chiedere i soldi agli italiani. Andiamo a fare tutte quelle cose che avevamo detto di fare". Luigi Di Maio, ospite di Serena Bortone ad Agorà su Raitre, difende la manovra del governo giallo-verde e insiste sull' "elenco" delle cose fatte: "Se i governi precedenti avessero fatto quota 100 e la tassa al 15% a tutte le partite Iva sotto i 65 mila euro il Movimento 5 Stelle neanche esisteva, se avessero fatto le cose che stiamo facendo non saremmo in questa situazione". Leggi anche: Ecotassa, la super-stangata: non massacrano solo i suv. Hai questa auto? Spennato E sul reddito di cittadinanza: "Ci rivolgiamo prima di tutto a quei 5 milioni di italiani che sono più in difficoltà", il provvedimento "non parte il primo aprile perché è pesce d'aprile", "alcuni hanno un reddito di 200-300 euro, li portiamo a 780 con l'impegno di formarsi per un lavoro: io glielo propongo e se non lo accetta lo perde".