Firenze, 12 giu. - (Adnkronos) - Consiglio e Giunta regionale della Toscana dovranno farsi promotori presso il Parlamento ed il Governo, affinche' venga predisposto e rapidamente approvato un disegno di legge per introdurre il reato di tortura all'interno del Codice penale, cosi' come ci chiede da tempo la comunita' internazionale ed impone la Convenzione Onu sottoscritta dall'Italia nel 1989. E' quanto prevede una mozione del gruppo IdV, approvata a maggioranza dall'Assemblea toscana. I gruppi Pdl e Piu' Toscana hanno votato contro. Astenuto l'Udc. Nel testo si rileva che la tortura e' severamente proibita dal diritto internazionale ed il divieto di trattamenti inumani e degradanti e' oggetto di Convenzioni internazionali alle quali lo stato italiano ha aderito, quali la Convenzione europea per i diritti dell'uomo e la Convenzione contro la tortura sottoscritta dall'Italia nel 1989. La traduzione normativa di questi impegni risulta pero' insufficiente: l'Italia e' infatti tra i 21 stati su 81 priva di un proprio 'national preventative mechanism', ossia un meccanismo preventivo a tutela dei cittadini privati della liberta'. "La mancata previsione del reato di tortura all'interno del nostro codice penale rappresenta un vulnus inaccettabile per l'ordinamento legislativo costituzionale - ha sottolineato Marco Manneschi illustrando il testo - L'abolizione della pena di morte come primo stato al mondo, il 30 novembre 1786, da parte del Granducato di Toscana sta a testimoniare che il nostro territorio ed i suoi abitanti sono storicamente e culturalmente a favore della tutela dei diritti umani fondamentali e contrari ad ogni forma di violenza a danno degli individui". (segue)




