(Adnkronos) - "Soltanto in Veneto - aggiunge il Presidente della Regione - abbiamo un surplus di imposta di 18 miliardi annui, che non ritornano sul territorio ne' sotto forma di servizi alle imprese ne' di sostegno al lavoro. Nel frattempo, in nome di un patto di stabilita' interno che nessuno ha mai chiesto e che serve soltanto a giustificare le Regioni che insistono nel bruciare soldi pubblici, 1,3 miliardi di euro di soldi dei veneti, soldi veri e non debiti, soldi pronti per essere restituiti alle economie locali, restano sequestrati in Tesoreria centrale. E mentre ci adoperiamo per tenere i conti della pubblica amministrazione in linea con la nostra concezione di buon governo, il Governo continua a non imporre a tutti i costi standard, col risultato di rinunciare a 30 miliardi immediati di cassa, un terzo del costo annuale del debito pubblico". "Una pressione fiscale del 68,3 per cento sulle imprese, un costo del lavoro fra i piu' alti del mondo che ha come contraltare le peggiori buste paga d'Europa, la secessione delle imprese che vanno a delocalizzare in territori fiscalmente e produttivamente piu' amichevoli e comprensivi, completano il quadro del disastro - conclude Zaia - Cosa si attende dunque a rendersi conto, come chiede Napolitano, che occorre muoversi, e in fretta, per evitare che il tracollo della nostra economia veneta diventi tragedia?".




