Milano, 19 feb. (Adnkronos Salute) - Dopo i medici di Milano anche gli oncologi lombardi 'interrogano' i candidati alla presidenza della Regione Lombardia. Tre le domande che la sezione lombarda del Collegio dei primari oncologi medici ospedalieri (Cipomo) ha rivolto ai politici in corsa alle regionali. Protagonisti dei quesiti i nodi dell'oncologia regionale. Temi sui quali hanno risposto finora due degli aspiranti governatori: Gabriele Albertini e Umberto Ambrosoli. La prima curiosita' dei primari oncologi e' sul futuro della Rete oncologica lombarda (Rol). "Sei d'accordo che l'ulteriore sviluppo della Rol debba portare alla identificazione chiara e rigorosa di centri 'hub' e di strutture 'spoke', secondo la logica che non tutti possono e debbono fare tutto, ma che il diritto del paziente alla miglior cura e' garantito proprio attraverso un sistema integrato di rete?", chiedono gli specialisti. Altro tema di interesse per i camici bianchi e' la presa in carico globale del paziente. Su questo fronte gli oncologi puntano a indagare le idee degli aspiranti governatori per "favorire una presa in carico globale del paziente oncologico che tenga conto, nel percorso sanitario, anche dei bisogni sociali, culturali ed emotivi". Ultimo tema l'approccio clinico multidisciplinare e la continuita' di cura fra ospedale e territorio, importante per i malati oncologici. "A pochi giorni dalle prossime elezioni regionali in Lombardia la sanita' non puo' non rappresentare un argomento di primario interesse", sottolineano Roberto Labianca, presidente nazionale Cipomo, e Giovanni Ucci, coordinatore lombardo.



