E ancora, sottolinea la comunita' Rom di via Candoni: "Ci siamo battuti in questi anni contro il piano nomadi di Alemanno a partire dalla Campagna contro le impronte digitali ai minori che hanno coinvolto tutte le forze democratiche del territorio; con altrettanto orgoglio rivendichiamo di essere stata l'unica comunita' a non cedere ai ricatti e a rifiutare il fotosegnalamento per mano della Croce Rossa Italiana, tanto da essere convocati persino dall'allora Prefetto Mosca". "Le primarie - proseguono - sono state presentate come un esercizio di democrazia diretta per eleggere rappresentati anche nostri, dopo 5 anni di devastazione, di sgomberi, fotosegnalmenti, campagne xenofobe e affollamento dei campi che li ha resi, se e' possibile, luoghi ancora piu' invivibili e incivili. Le primarie ci sono sembrate un'occasione importante di partecipazione per segnare un cambiamento di linea e per incidere e avere voce in capitolo. Evidentemente ci siamo sbagliati!" "La campagna partita da una dirigente del Pd, immediatamente ripresa dal M5stelle e da tutti i blog della destra e diffusa indegnamente da tutta la stampa e' il segnale inquietante di quanto sia radicato nel senso comune il pregiudizio razzista nei confronti delle comunita' rom". "Non ci stupisce che il M5Stelle, che gia' piu' volte e' uscito pubblicamente con esternazioni ambigue sul voto ai migranti e l'apertura a movimenti apertamente xenofobi come Casa Pound, faccia proprie tali argomentazioni, ne' che lo faccia la destra. Ci stupisce invece che tali affermazioni siano nate in seno al Partito democratico. Per questo chiediamo una presa di distanza pubblica da parte dei dirigenti del Pd e di tutti i partiti della sinistra democratica nei confronti di tale dirigente, che dovrebbe essere destituita dalla sua carica", conclude la comunita'.



