(Adnkronos) - L'assessore alle politiche per la casa della regione Lazio ricorda alla ragioneria generale dello Stato e agli altri soggetti coinvolti che "si tratta di fondi che furono erogati con decreto legislativo n. 112 del 1998, a seguito del trasferimento delle competenze alle Regioni. In sostanza, la cassa depositi e prestiti 'sequestra', invece di svolgere una semplice funzione di cassa, i fondi ex Gescal finalizzati proprio alla costruzione di case di economia economica e popolare". A tal proposito, Buontempo precisa che "non e' stato possibile approvare la proposta di delibera n. 16141 del 2 agosto 2012 inviata alla giunta proprio perche' illegittimamente ministero e cassa depositi e prestiti non hanno messo a disposizione i fondi necessari per la copertura. Se le altre regioni d'Italia non hanno ritenuto di utilizzare fondi depositati presso la cassa depositi e prestiti, ma che sono di loro spettanza, e' un loro problema, ma non si puo' far pagare alla regione Lazio un vero e proprio processo alle intenzioni". "E' bene che l'opinione pubblica e le forze politiche - prosegue Buontempo - sappiano che la cassa depositi e prestiti, per questi fondi regionali depositati dal Ministero, non solo non paga un euro di interessi, ma riceve ogni anno dalla regione Lazio la somma di 25 mila euro. Pertanto, per i fondi regionali di cui si impedisce l'utilizzo, la cassa depositi e prestiti in dieci anni di 'paralisi' ha incassato circa 250 mila euro. Siccome le motivazioni che impediscono di realizzare nel Lazio, in ogni singolo comune, un programma di edilizia economica e popolare che darebbe un colpo mortale all'emergenza abitativa sono pretestuose e non fondate su alcun provvedimento legislativo, viene naturale domandarsi se i fondi ex Gescal si trovino ancora depositati in attesa che le Regioni ne facciano uso oppure se sono stati utilizzati per altri scopi non previsti dalla normativa. La cassa, quindi - conclude - e' vuota mentre cresce il bisogno di case per i senza tetto".



