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Pdl, riunione permanente:ecco cosa può succederese condannano Berlusconi

I vertici proseguono nella notte: Letta rischia davvera. Si discute di dimissioni di massa e riforma della giustizia. L'ultima parola spetta al Cav
di Andrea Tempestinidomenica 14 luglio 2013
Berlusconi nel mirino: visto da Benny

Berlusconi nel mirino: visto da Benny

3' di lettura

Quella che vive il Pdl è una sorta di riunione permanente. Dopo l'ultimo attacco della magistratura - con l'anticipo della pronuncia della Cassazione sul caso Mediaset - tra gli azzurri la mobilitazione è massima. Si discute di come difendere Silvio Berlusconi, del futuro del partito e, soprattutto, di quello del governo Letta. Il partito è spaccato: da una parte vuole tenere separato il piano giudiziaro da quello politico, dall'altro i "duri e puri" che vogliono rispondere all'assedio togato facendo precipitare l'esecutivo per andare subito a nuove elezioni con le quali, questo il piano, "incoronare" nuovamente il Cavaliere. Così, dopo le lunghe riunioni pomeridiane dei gruppi di Camera e Senato, nella serata di mercoledì 10 luglio i vertici del Pdl si riuniranno nuovamente a Palazzo Grazioli, presente anche Berlusconi. La conferma è arrivata da Francesco Nitto Palma al termine dell'assemblea dei senatori azzurri: "E' stata una riunione interlocutoria ma necessaria per parlarci. Stasera si andrà a un confronto a Palazzo Grazioli, le decisioni saranno assunte dagli organi di partito". Secondo i rumors che circolano nelle ultime ore, già domani, giovedì 11 luglio, potrebbe tenersi una direzione o un ufficio di presidenza. Le proteste - Il clima è tesissimo, arroventato dalle vicende parlamentari delle ultime ore. Il Pd ha votato con gli azzurri lo stop di un giorno ai lavori: il Pdl prende tempo per capire come muoversi. I democratici, in parallelo, si spaccano: una ventina di onorevoli hanno votato in dissenso al partito. La pausa all'attività parlamentare ha innescato la violenta protesta dei grillini, che chiedono lo scioglimento delle camere. In questo contesto (e dopo che è sfumata anche la cabina di regia del governo), al vertice di Palazzo Grazioli, si parla di giustizia. Molteplici gli obiettivi, tra i quali un sindacato ispettivo per verificare quanti cittadini sono ancora in attesa che la Cassazione fissi l'udienza del loro processo e quali sono i tempi medi dei procedimenti in Cassazione; la richiesta di un incontro con Giorgio Napolitano ed Enrico Letta per sensibilizzare le alte cariche istituzionali sulla situazione che sta vivendo Berlusconi e l'intero Pdl. Si discute poi dell'ipotesi di appoggiare con forza, attraverso una mobilitazione di massa, i referendum radicali sulla giustizia. "Abbiamo pensato a movimentare iniziative a livello locale, anche per favorire le firme ai referendum", ha spiegato Nitto Palma. Già durante la discussione del pomeriggio, tra gli azzurri, non sono mancate le tensioni: parte del gruppo, quella più radicale che fa riferimento a Denis Verdini e Daniela Santanchè (che chiedono di staccare subito la spina a Letta), era favorevole a proseguire l'assemblea in modo permanente, almeno per una settimana. L'ultima parola - Le colombe, da par loro, insistono sull'esigenza di non bloccare ulteriormente i lavori del Parlamento. All'orizzonte, infatti, ci sono voti su temi cari al Pdl, quali il decreto Ilva. Per ora la spunta la linea soft: troppo alto il rischio che una stop ancor più lungo ai lavori possa trasformarsi in un boomberang. Ma sul tavolo, in attesa delle prossime mosse, restano anche le azioni più radicali. Una su tutte: le dimissioni di massa nel caso in cui Berlusconi fosse condannato in via definitiva. L'ipotesi non riscontra il favore della maggioranza del Pdl, ma nel caso di "crac" giudiziario la situazione potrebbe precipitare e, con lei, il governo. Si discute anche di una grande manifestazione da svolgere magari proprio davanti a Montecitorio. La certezza, tra gli azzurri, è che qualcosa vada fatto, "non possiamo limitarci a un solo pomeriggio di protesta", quello appena trascorso, spiegano. L'ultima parola, però, spetta al Cavaliere. Angelino Alfano, nel vertice a Palazzo Grazioli, gli presenterà un documento di sintesi delle varie proposte emerse nella lunga giornata di riunioni. Berlusconi detterà la linea.