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Sardegna: Medde (Cisl), contrastare Governo con mobilitazione unitaria

domenica 29 aprile 2012
Sardegna: Medde (Cisl), contrastare Governo con mobilitazione unitaria

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Cagliari, 27 apr. - (Adnkronos) - "Alla Sardegna serve una forte e diffusa mobilitazione unitaria, ma su obiettivi condivisi per contrastare i comportamenti di un Governo che talvolta non e' disponibile neppure a garantire il confronto. Per questo e' indispensabile che si discuta su quello che l'intera Sardegna vuole sull'insularita', sui trasporti, sull'industria e sulle modalita' per ottenere dal Governo quanto dovuto sulle entrate". Lo afferma Mario Medde, segretario generale della Cisl Sardegna, in merito alle decisioni del governo contenute sul Def 2012. "La consapevolezza che deve guidarci - spiega Medde - riguarda un Governo che sinora ha dimostrato di non rispondere adeguatamente ai bisogni della Sardegna. Il Governo, piuttosto che dare, sottrae quanto dovuto alla Sardegna sul versante delle responsabilita' che competono allo Stato per le infrastrutturazioni, per la continuita' territoriale e per i primari diritti di cittadinanza. Per questo motivo e' indispensabile non illudersi su quanto il Governo puo' fare per la Sardegna in questa situazione difficilissima per il lavoro e lo sviluppo". "La crescita del Pil regionale - prosegue il sindacalista sardo - e' quasi a zero da anni, il tasso di disoccupazione si mantiene su valori intorno a 14%, senza contare i cassintegrati e gli scoraggiati, il tasso di occupazione e' ormai sceso sotto al 50% e l'indice di poverta' si e' dilatato fino a interessare circa 400.000 persone. In Sardegna nell'ultimo triennio si sono persi 30.000 posti di lavoro stabiliti nell'industria e nell'agricoltura, settori che pesano rispettivamente appena il 19% (costruzioni comprese) e il 4% circa nella composizione del reddito regionale, composto per il 77% dal settore terziario che oggi mostra i segni negativi del calo generalizzato dei redditi e dei consumi di massa". "Alla luce di questi dati dilazionare il confronto con il Governo e attendere le sue risposte senza mobilitare, ancora una volta, i sardi, sarebbe un errore. E' ormai evidente - conclude Medde -, infatti, che sono alle porte lunghi mesi di campagna elettorale che vanificheranno qualsivoglia dialogo e confronto tra Stato e Regione".