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Giuseppe Conte, il retroscena sul decreto: perché l'ha voluto più morbido. Coronavirus e rivolta civile, lo scenario

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Dopo l'emergenza sanitaria coronavirus, c'è il rischio di rivolta civile. Per questo motivo Giuseppe Conte ha frenato il ministro della Salute Roberto Speranza, che come chiesto dal governatore della Lombardia Attilio Fontana avrebbe voluto varare un decreto ben più duro di quello di venerdì sera su spostamenti e attività sportive nei parchi (chiusi). Secondo un retroscena del Corriere della Sera, il premier vuole misure all'insegna di "prudenza e gradualità, per scongiurare tensioni sociali e non esasperare gli animi dei cittadini". Già il caos sui supermercati (aperti o chiusi nel weekend? E con quali orari in settimana?) potrebbe rappresentare il primo innesco.

Ai suoi ministri, Conte ha detto chiaramente di fare "attenzione": "Non possiamo rischiare di alterare ulteriormente la tenuta emotiva del Paese". E nei prossimi giorni, si legge, "anche su suggerimento del Quirinale", il governo coprirà "con qualche norma in più" la limitazione delle libertà individuali. Scadenza prevista: 25 marzo. Obiettivo, "rinnovare e rendere omogenee" le regole fin qui dettate dal weekend dell'8 marzo in poi.

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