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Giuseppe Conte e il Mes, colpo di scena: "Vedremo alla fine". Retroscena Pd: "Se ti impunti in Europa, governo finito"

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Dal "No categorico al Mes" al "vedremo alla fine". La parabona tragicomica di Giuseppe Conte sta tutta qui, in un voltafaccia clamoroso e rapidissimo. Venerdì scorso aveva promesso in diretta che il governo si sarebbe battutto fino all'ultimo, in Consiglio d'Europa, per non far approvare il fondo salva-stati sia pur "versione coronavirus", senza condizionalità per chi aderisse. Oggi, al termine di una giornata di tensioni devastanti nella sua maggioranza tra Pd (favorevole al Mes) e M5s (contrario), il premier è tornato significativamente sui suoi passi. 

Al termine di una serie di video-conferenze con i capidelegazione dei partiti, Conte ha spiegato su Facebook che si valuterà quando si avranno tutti gli elementi (come se lui e il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri siano rimasti all'oscuro, fino ad ora)  e che è inutile dividersi ora su qualcosa che è ancora in larga parte da definire.

 

 

 

Dopo aver perso la partita degli eurobond, Conte ha provato a buttarla in corner puntando tutto sul Recovery Fund, fondo ben più consistente del Mes che però arriverà (se arriverà) nel 2021. Troppo tardi, perché i soldi servono ora, gli ha suggerito il Pd. "Il braccio di ferro sul Mes rischia di logorarti - riporta un retroscena dalle parti del Nazareno -, Silvio Berlusconi ha già dato un segnale su questo punto e se tu diventi l'ostacolo ad un accordo in Europa il governo ha le ore contate. Il premier, dal canto suo, ha insistito sulla necessità di procedere senza strappi con i 5 stelle: ovvio che nessuno rinuncia a 36 miliardi, sarebbe stato il ragionamento, ma sarà più facile fare accettare il Mes anche all'ala più dura dei 5 stelle se si otterrà un risultato sul Recovery fund, mentre ora sembrerebbe una resa". Da qui la nuova piroetta dell'Avvocato, ma forse questa volta non gli basterà prendere tempo come fatto, sciaguratamente, per l'emergenza sanitaria del coronavirus.

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