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Mes, il M5s schiera Danilo Toninelli: "Senza vincoli sarebbe un'altra cosa", verso il sì al fondo Salva-Stati

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A luglio la resa dei conti: il voto sul Fondo salva-stati, il famigerato Mes. Su questo il governo si gioca tutto, visto e considerato che il Pd voterebbe a favore e il M5s contro. Questo perlomeno stando alla teoria, perché in pratica le cose potrebbero andare diversamente. Secondo il Messaggero infatti qualcosa tra i grillini si starebbe muovendo e quello che è da sempre un cavallo di battaglia, il no al Mes, potrebbe trasformarsi in un "sì". "Il Mes senza vincoli rigidi sarebbe un'altra cosa" ha detto Danilo Toninelli, sollevando più di un sospetto sulle reali intenzioni grilline. Non solo, anche Primo De Nicola e Emanuele Dessì sono del parere "che con il Paese in crisi come si potrebbe dire di no a un prestito di 37 miliardi per la sanità con tassi vantaggiosi?". "Io sono pronto a votare sì", confida Dessì come molti dei suoi colleghi.

 

 

Ma il Movimento 5 Stelle ha anche un'altra cartuccia: rimpiazzare i senatori pronti a fare barricate sul tema come Barbara Lezzi, Matteo Mantero, Elio Lannutti, Mattia Crucioli e Cataldo Mininno. A venire in soccorso senz'altro gli azzurri. Non è un mistero che Forza Italia sia da sempre a favore del Meccanismo europeo di stabilità. Non solo, perché a tendere una mano a Giuseppe Conte - in balia degli screzi al governo - anche Beppe Grillo. Dopo il botta e risposta con Alessandro Di Battista il garante è ufficialmente sceso in campo, dichiarando quasi esplicitamente da che parte sta. E ora, come detto, anche Toninelli. Già, il M5s schiera il re delle gaffe per iniziare a far digerire al suo elettorato la piroetta, ormai quasi scontata, sul Mes. Proprio quel Toninelli che, almeno in linea teorica, fa parte degli ortodossi, dei "duri e puri". Insomma di quelli che al Mes avevano sempre detto "no". Fino ad oggi. 

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