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Giuseppe Conte e Nicola Zingaretti, "un ticket al 40%". Dagospia, l'indiscrezione dalle sacre stanze

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Un incontro riservato tra Luigi Di Maio e Matteo Renzi secondo Dagospia ha fatto scattare il "piano d'emergenza" di Nicola Zingaretti e Giuseppe Conte. O meglio, ha accelerato un processo in qualche modo partito con questo folle Conte Bis, lo scorso agosto. Renzi e Di Maio, scrive Dagospia in un sapidissimo retroscena, si sarebbero visti per parlare della "possibile confluenza di una parte di forzisti in Italia Viva".

A quel punto, il segretario Pd preoccupato avrebbe avvertito il premier: "Quei due si sono visti per inciuciare contro di noi - è il contenuto riportato da Dago -: dobbiamo impedirlo. Per cui, fino alle regionali Pd e M5s devono stare uniti. Dopo settembre, vediamo il da farsi". Non è un caso che molti retroscenisti, all'indomani del concitato CdM su Autostrade, abbiano dipinto un quadro a tinte fosche per il premier e il governo, perché il pericolo di crisi non è stato scampato, ma solo allontanato di qualche settimana. A delineare la strategia, come sempre, il vecchio volpone dem Goffredo Bettini: "Conte e Zinga è un ticket che potrebbe funzionare e raggiungere il 40%". In quest'ottica va letta anche l'intervista del premier al Fatto quotidiano: "Diventare il leader dei grillozzi", ironizza Dagospia. "Scavalca Di Maio e Di Battista messi insieme, tuonando Revoca! Revoca! Revoca! e Fuori i Benetton!". Com'è andata a finire, lo sappiamo. Come finirà, ancora no.

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