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Immigrazione, Luigi Di Maio: "Affondare i barconi", la presa di posizione dopo il sì al processo a Salvini

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Un personaggio "curioso", Luigi Di Maio. Il giorno prima manda a processo l'ex alleato di governo Matteo Salvini per scelte in tema di immigrazione che all'epoca della collaborazione aveva condiviso e il giorno successivo propone ricette come quelle di Giorgia Meloni. Il tema è l'emergenza-sbarchi, e l'ex capo politico del M5s, intervistato dal Corriere della Sera, afferma: " La questione degli sbarchi, unita al rischio sanitario con la pandemia è un tema di sicurezza nazionale. Quanto accaduto a Caltanissetta e a Porto Empedocle deve far pensare, i cittadini chiedono giustamente delle risposte e il dovere di uno Stato è darle quelle risposte, lavorando per risolvere il problema alla radice".

 

E ancora, Di Maio aggiunge: "Il momento è molto delicato, lo ha fatto presente anche la ministra Luciana Lamorgese. C’è una fase di instabilità politica in Tunisia che sta alimentando gli arrivi verso l’Italia e noi non dobbiamo pensare a come fermare gli sbarchi, ma a come bloccare le partenze". Ed eccoci alla ricetta proposta dal grillino: "Bisogna lavorare subito ad un accordo con le autorità tunisine affinché sequestrino in loco e mettano fuori uso barchini e gommoni utilizzati per le traversate, perché le imbarcazioni che stanno arrivando sono di questo tipo qui, cosiddette fantasma, spesso fuggono ai radar. Lo scenario ricorda quello albanese degli inizi del 2000 e allora con il governo di Tirana si cooperò in questo senso, il che contribuì a fermare i flussi". Insomma, Di Maio dice: affondare i barconi. Proprio come dice Meloni. O Salvini. Lo stesso Salvini, lo si ricorda, spedito poche ore fa a processo anche dal M5s...

 

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